Software BMS sul MePA: La guida all’acquisto per i Comuni

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I Comuni italiani, a seguito delle Linee Guida MIT per la classificazione e gestione del rischio di ponti e viadotti, hanno sempre più necessità di dotarsi di un software BMS (Bridge Management System). Acquistare questa tecnologia informatica tramite il Mercato Elettronico della PA (MePA) è la strada più rapida e sicura, rispettando le normative sugli acquisti sotto soglia previste dal D.Lgs. 36/2023 (Nuovo Codice degli Appalti).

Ma come ci si muove all’interno del portale? Quali sono le procedure per l’affidamento e come individuare le soluzioni in cloud più adatte alle esigenze dell’ente? Questa guida pratica è pensata per i RUP, i Dirigenti Tecnici e i Sindaci che devono procedere all’acquisto.

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Come funziona il MePA per i comuni

Il MePA è uno strumento di e-procurement digitale che permette alle amministrazioni comunali di negoziare e acquistare beni e servizi, inclusi i software informatici, da aziende abilitate (gli Operatori Economici). Sfruttando questo canale, i Comuni possono bypassare lunghe e complesse gare d’appalto per importi sotto le soglie stabilite (attualmente sotto i 140.000 euro per servizi e forniture, art. 50 del Nuovo Codice).

Un Comune può procedere principalmente attraverso due modalità:
1. Ordine Diretto di Acquisto (OdA): Acquistare direttamente dal catalogo predefinito di un Operatore Economico abilitato, con prezzi già esposti e condizioni predefinite.
2. Richiesta di Offerta (RdO): Lanciare una richiesta per esigenze specifiche, chiedendo a uno o più fornitori di presentare un’offerta basata su un capitolato tecnico dettagliato.

La classificazione dei Software BMS nel bando MePA (ICT)

Quando un ente locale cerca un BMS (Bridge Management System), deve navigare correttamente le categorie merceologiche del portale. Solitamente, i software in cloud (SaaS – Software as a Service) come ProPonti rientrano nei bandi ICT (Information and Communication Technology), e nello specifico nelle categorie relative ai servizi Cloud, Software applicativi o Servizi di elaborazione dati.

L’Operatore Economico che fornisce il software deve essere abilitato a queste specifiche categorie e, nel caso di soluzioni SaaS destinate alla PA, deve rispettare le linee guida AGID per il cloud della Pubblica Amministrazione, garantendo elevati standard di sicurezza e conservazione dei dati.

OdA vs RdO: Quale procedura conviene per un Software Ponti?

Per l’acquisizione di una licenza d’uso di un software BMS, l’OdA (Ordine Diretto di Acquisto) è spesso la via più efficiente. Molti Operatori Economici, come ProPonti, pubblicano sul MePA codici articolo specifici (es. “Licenza annuale software BMS per Comuni fino a 10.000 abitanti”) che includono già tutto il necessario: configurazione, moduli base per il calcolo della Classe di Attenzione e assistenza tecnica.

La RdO (Richiesta di Offerta), specialmente se svolta come Trattativa Diretta, è invece utile quando il Comune ha bisogno di pacchetti “chiavi in mano” che uniscano l’infrastruttura software al servizio operativo sul campo. In questo caso, il capitolato tecnico può richiedere non solo il BMS, ma anche il rilievo iniziale di Livello 0 o Livello 1 effettuato da professionisti certificati.

I requisiti essenziali da inserire nel capitolato tecnico

Se l’amministrazione opta per una Trattativa Diretta o una RdO, è fondamentale definire un capitolato tecnico inattaccabile. Per la gestione infrastrutturale, il software richiesto deve garantire:

  • Conformità normativa: Deve seguire rigorosamente le Linee Guida MIT 2022 (DM 204) per i Livelli 0, 1 e 2, automatizzando i calcoli delle matrici multirischio.
  • Interoperabilità: Capacità di produrre esportazioni compatibili con NTC 2018 e con i formati richiesti dall’AINOP (Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche).
  • Accessibilità in mobilità: App nativa per tablet e smartphone (iOS e Android) che consenta agli ispettori o ai tecnici comunali di compilare le schede difettologiche direttamente in situ, anche offline.
  • Sicurezza e Cloud: Erogazione in modalità SaaS, che esoneri l’ente dai costi di acquisto di server dedicati e dalla gestione dei backup.

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Vantaggi burocratici dell’affidamento in cloud (SaaS) per la PA

Acquistare un software BMS sul MePA in modalità SaaS elimina quasi totalmente l’attrito burocratico legato alle infrastrutture IT interne al Comune.
L’Ente non deve coinvolgere il reparto informatico per installazioni locali; l’aggiornamento alle normative (come eventuali modifiche future alle NTC o circolari MIT) viene effettuato in modo centralizzato dall’azienda fornitrice, senza costi aggiuntivi di manutenzione.

Inoltre, il canone del software rientra nella spesa corrente o può essere imputato ai quadri economici di manutenzione straordinaria se legato a progetti specifici di censimento delle opere d’arte.

Qual è la piattaforma ufficiale per gli acquisti della Pubblica Amministrazione?

La piattaforma principale e ufficiale è il portale gestito da Consip, noto come Acquisti in Rete PA (il MePA sito ufficiale è acquistinretepa.it). All’interno del portale, i Comuni possono accedere al proprio Cruscotto MePA e cercare i fornitori abilitati alla vendita di soluzioni IT.

(Spesso gli utenti cercano “MEPAL”, un acronimo o refuso legato al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione Locale. Anche se esistono centrali di committenza regionali, il MePA nazionale rimane il punto di riferimento principale per garantire trasparenza e conformità.)

ProPonti: Il tuo software BMS come operatore economico MePA

Trovare il software giusto e conforme alle Linee Guida sui ponti è fondamentale per l’ente locale, soprattutto per evitare responsabilità omissive. ProPonti non è solo un software completo per l’ispezione e la gestione dei ponti, ma è anche immediatamente disponibile per l’acquisto diretto.

Siamo presenti come Operatore economico abilitato. Questo garantisce al tuo Comune:
– Acquisti nel totale rispetto delle normative Consip MePA e D.Lgs. 36/2023.
– Snellimento burocratico per l’affidamento dei servizi informatici e di ispezione.
– Piena trasparenza, tracciabilità e fatturazione elettronica automatizzata.

Come trovarci nel Cruscotto MePA

L’iscrizione al MePA è gratis per le PA. Una volta effettuato l’accesso al portale acquistinretepa.it, ti basterà utilizzare la funzione “Cerca Impresa” e digitare i riferimenti aziendali di ProPonti per procedere all’affidamento.

Vuoi sapere con esattezza il codice articolo, in quale bando o categoria merceologica del MePA trovarci per emettere rapidamente un OdA o una Trattativa Diretta?

FAQ

Come funziona il MePA per i comuni?
Il MePA permette alle amministrazioni comunali di acquistare beni e servizi, inclusi i software BMS per la gestione dei ponti, da fornitori abilitati tramite OdA (Ordine Diretto di Acquisto) o RdO (Richiesta di Offerta), bypassando i lunghi tempi delle gare d’appalto tradizionali per gli importi sotto soglia.

Quali requisiti chiedere per un software BMS sul MePA?
Il capitolato tecnico o l’OdA dovrebbe richiedere espressamente la conformità alle Linee Guida MIT 2022 (DM 204), la predisposizione per l’invio dei dati all’AINOP, l’accessibilità via app mobile per ispezioni in campo e la modalità cloud (SaaS) per evitare oneri sistemistici al Comune.

Il costo del software ponti può essere coperto da fondi PNRR?
Sì, se il Comune ha ottenuto fondi PNRR legati alla transizione digitale della PA o alla messa in sicurezza del territorio, le spese per l’acquisizione di software in cloud (SaaS) e servizi di mappatura/censimento infrastrutturale possono spesso rientrare nelle spese ammissibili dei rispettivi quadri economici.



Se stai valutando l’acquisto, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida su come confrontare due preventivi per un Software BMS. Scopri tutte le soluzioni dedicate agli enti locali esplorando il sito di Proponti.

Crollato il ponte di Ozzanello: il torrente Sporzana è esondato in più punti

La portata degli eventi atmosferici con i quali ci stiamo confrontando negli ultimi anni non da tregua al nostro patrimonio infrastrutturale che in molti casi è ben oltre il fine vita e in altri non riceve la manutenzione adeguata. Per far fronte a questa emergenza si è dovuto ripristinare la viabilità su un ponte che era stato interdetto, il che sottolinea l’emergenza del nostro Paese. PROPONTI è vicina alla Provincia di Parma ed è pronta ad offrire un aiuto concreto. Incoraggiamo tutti gli Enti ad attuare il livello 2 delle Linee Guida per i ponti 2022 quanto prima. PROPONTI esegue già dalla prima ispezione non solo la ricerca attiva dei difetti su tutti gli elementi dei manufatti ma anche i rischi connessi al territorio in cui l’opera insiste tra cui il rischio idrologico, sismico e frane.

Un ponte sul Taro, a Ozzanello nel comune di Terenzo  è parzialmente crollato a causa della piena del fiume. Sul posto, per le verifiche, i tecnici della viabilità della Provincia di Parma.

Il ponte di Ozzanello è  sul torrente Sporzana, che collega i territori di Fornovo e Terenzo. Ha ceduto il pilone perché l’onda d’acqua sovrastava il ponte nel momento di massima piena. Anche adesso ci sono onde che erodono la base del ponte.

Il torrente Sporzana è esondato in vari punti, anche in località Pianelli e nella pianura di Respiccio. 

Aperto  il ponte sullo Sporzana lungo la statale della Cisa in località Salita che era stato chiuso perché pericoloso

https://www.gazzettadiparma.it/il-mio-comune/2023/10/30/gallery/crollato-il-ponte-di-ozzanello-il-torrente-sporzana-e-esondato-in-piu-punti-741556/

Sicurezza di ponti e viadotti, il Comune affida la valutazione di 32 strutture sul territorio di Rosignano

21 Ottobre 2023 / Di Anna Cecchini Lascia un commento

Sicurezza di ponti e viadotti, il Comune affida la valutazione di 32 strutture sul territorio di Rosignano

Monitoraggio e valutazione della sicurezza di tutti i ponti presenti sul territorio comunale di Rosignano Marittimo. Come specificato nella determina 816 del 19 ottobre 2023, il Comune ha affidato l’intervento di monitoraggio di 32 ponti che ricadono nella zona di competenza dell’ente. Un percorso che, come si legge nell’atto, è legato alla normativa nazionale: D.M. n. 204/2022 del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Tale decreto, specifica la determina, “stabilisce che gli enti proprietari delle strutture compiano le necessarie verifiche entro date stabilite. All’interno del territorio comunale risultano presenti numerose strutture, classificate come ponti che ricadono all’interno degli obblighi di verifica”.

A tal proposito, nella relazione tecnica a corredo della determina viene specificato che “sono considerati ponti o viadotti tutte le costruzioni, aventi luce complessiva superiore a 6 m, che permettono di oltrepassare una depressione del terreno o un ostacolo, sia esso un corso o uno specchio d’acqua, altro canale o via di comunicazione o una discontinuità naturale o artificiale”. 32 le infrastrutture che, sul territorio rosignanese, hanno le suddette caratteristiche e che quindi saranno sottoposte a valutazione della sicurezza (in fondo all’articolo la lista dei ponti, così come indicata nella relazione tecnica inserita nella determina, ndr).

I controlli, per una spesa di 21mila euro (Iva esclusa) sono stati affidati al costituendo Rti (raggruppamento temporaneo di imprese) composto da Alessio Pipinato & Partners Architectural engineering srl e da Poponti Srl, con sede a Rovigo.

“Verrà fatta una verifica sulle sicurezza delle strutture individuate – spiega il sindaco Daniele Donati – , se dovessero emergere lavori da fare ci occuperemo dei ponti che fanno capo all’amministrazione o segnaleremo i risultati agli altri enti a cui competono i vari ponti presenti sul nostro territorio”.

di Anna Cecchini

ANAC: parere sull’affidamento delle attività di monitoraggio di ponti e viadotti

Un parere di ANAC a seguito di un esposto di OICE riapre l’attenzione sulle collaborazioni per le attività di monitoraggio di ponti e viadotti tra enti pubblici e università.

Redazione INGENIO

ANAC si è espressa sulle attività di collaborazione tra la Provincia di Verona e le Università di Padova e Brescia (esercitate dai rispettivi Dipartimenti di competenza). 

Il parere contesta il fatto che l’incarico abbia il carattere tipico dell’interesse comune previsto dall’articolo 15 della Legge 241/1990, oltre che dell’articolo 5, comma 6, del Codice dei contratti pubblici ove prevede che un accordo concluso esclusivamente tra due o più amministrazioni aggiudicatrici non rientra nell’ambito di applicazione del codice.

L’intesa tra Provincia di Verona e Università per il monitoraggio dei ponti e dei viadotti

ANAC nella delibera 179/2023 (scaricabile in allegato),  pur condividendo una politica delle amministrazioni volta a valorizzare l’apporto collaborativo delle Università, in qualità di enti di ricerca e di conoscitori delle realtà in cui si localizzano in virtù del principio di prossimità territoriale, “non può non stigmatizzare il ricorso elusivo agli accordi tra p.a. per l’affidamento alle medesime di appalti di servizi che dovrebbero essere oggetto di procedure ad evidenza pubblica.”
E non è nuova a questi pareri. Anche recentemente è stato osservato che “la possibilità da parte della pubblica amministrazione di selezionare lo strumento degli accordi tra p.a. come modalità per il perseguimento dell’interesse pubblico sia circoscritta sia dalla tutela della concorrenza che dalla stessa ratio sottesa all’istituto. Se si
ammettesse, perciò, l’ipotesi di un accordo tra pubbliche amministrazioni che avesse ad oggetto un
determinato servizio, concretamente erogabile da un qualsiasi operatore economico, verrebbe meno non
solo la finalità di semplificazione, ma si potrebbe produrre una grave distorsione del mercato, il che non è
ammissibile in un’ottica europea in cui gli operatori economici nazionali possono partecipare alle procedure
aperte di quei Paesi che scelgono di procedere con gara” (Delibera n. 496 del 10 giugno 2020).

Su tale accordo c’era stato un esposto dell’OICE, che aveva segnalato una violazione del principio di concorrenza.

Il protocollo era stato stipulato in base all’art.15 della legge 241/1990, che prevede la possibilità di accordi tra amministrazioni se sussiste un interesse pubblico comune, da eseguire come compito principale.

Ma questi tipo di accordi – continua l’ANAC – non prevedono alcun corrispettivo a pagamento del servizio, solamente un rimborso spese.

L’ANAC ha peraltro sottolineato che, se per alcune delle attività – quella del monitoraggio dei ponti non era l’unica presente nel Protocollo d’Intesa – l’interesse pubblico era comune sia alla Provincia che alle Università, per quel che riguarda il controllo e il monitoraggio delle infrastrutture c’era interesse solo da un lato, quello della Provincia: si tratta infatti di servizi di ingegneria, non di attinenza specifica per gli obiettivi e le attività delle Università, ma di esclusiva prerogativa di professionisti tecnici quali ingegneri e architetti.

La delibera ANAC

“Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’adunanza del 03.05.2023
DELIBERA
– la non conformità della procedura in analisi al disposto di cui agli articoli 5 comma 6, 157 comma 3 e 30 D.lgs. 50/2016, stante l’affidamento di servizi tecnici con procedure diverse da quelle previste dal codice ed in contrasto con i presupposti per la stipula degli accordi ex art. 15 L. 241/1990, nonché dei principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza.
– di trasmettere a cura dell’Ufficio Vigilanza Lavori la presente deliberazione alla Provincia di Verona invitando l’Ente alle valutazioni di competenza e a dare notizia delle stesse nel termine di 30 giorni.”

La delibera di ANAC riguarda tutti i casi di collaborazione tra enti pubblici e università ?

Ovviamente no. Il parere si riferisce all’incarico oggetto del parere stesso e leggendo il testo – in allegato – si evidenzia come le conclusioni siano strettamente connesse alle particolarità del contratto e non al possibili collaborazioni tra enti pubblici e università.

Il parere, peraltro, è emesso sulla base di un esposto e non di un atto giudiziario. Ne consegue che non è vincolante, anche se ovviamente ha un peso importante. Le conseguenze potrebbero quindi essere le più diverse, come per esempio una più corretta riformulazione dell’accordo.

L’argomento trattato è però importante, perchè oggetto di numerosi dibattiti all’interno del nostro paese, in cui università e rappresentanze della professione sono spesso schierate su fronti opposti. Il parere sarà quindi un utile riferimento per chi vorrà in seguito svolgere collaborazioni con il mondo accademico su questi fronti.

Il commento di OICE: “Questi accordi non devono eludere il ricorso al mercato, che assicura qualità ai servizi resi”

OICE, con il Direttore Generale Andrea Mascolini, così commenta la delibera dell’Anac: “Siamo particolarmente lieti che l’Autorità abbia accolto le nostre argomentazioni, entrando nel merito del contenuto dell’accordo e chiarendo che determinate attività, costituiscono servizi di ingegneria e architettura che nulla hanno a che fare con i compiti di ricerca e formazione tipici delle Università e quindi, se non di interesse comune sono da mettere sul mercato; l’escamotage di avvalersi di strutture specializzate e lavoratori esterni altro non è che un sistema di elusione dell’obbligo di gara, spesso molto usato. 
D’altro canto sul tema degli accordi collaborativi fra PP.AA. più di dieci anni fa attivammo un contenzioso a livello europeo su un caso simile che coinvolgeva un ateneo salentino e che portò alla definizione dei limiti che la stessa Anac ha utilizzato per questa vicenda e che tante volte, ci segnalano i nostri associati, vengono violati. Nessuna avversione da parte nostra verso questi accordi ma non devono servire ad eludere il ricorso al mercato che, in generale, è sempre strumento che assicura qualità dei servizi resi attraverso la candidatura di più operatori economici. E questo vale soprattutto in un campo così delicato come è quello del monitoraggio dei ponti dove le competenze dell’ingegneria organizzata e non, sono fondamentali”.


Presa da: https://www.ingenio-web.it/articoli/anac-le-attivita-di-monitoraggio-di-ponti-e-viadotti-sono-esclusiva-di-ingegneri-e-architetti/

Sicurezza strade e ponti: stanziati 50 milioni di euro

(Adnkronos) – Il tema della sicurezza di strade, viadotti e ponti italiani è tornato di attualità dopo il tragico incidente di Mestre dove un bus è precipitato da un cavalcavia causando 21 morti e 15 feriti. Ultimo di una serie di incidenti, non tutti fortunatamente di tale entità, più o meno direttamente legati alla trascuratezza della rete viaria del nostro Paese per la quale servono interventi, in taluni casi urgenti, di manutenzione, nonché la costruzione di nuove opere e infrastrutture. Un primo intervento prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro previsti nel Decreto asset Comuni diventata legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 9 ottobre 2023. La cifra stanziati è destinata a interventi di messa in sicurezza e manutenzione di tratti di strada, ponti e viadotti di competenza dei piccoli Comuni italiani. Il fondo da 50 milioni complessivi è previsto in tre quote annuali: 18 milioni per il 2023, 20 milioni per il 2024, 12 milioni per il 2025. 

Per l’attuazione del fondo da 50 milioni di euro si dovrà attendere l’apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che stabilirà requisiti, importi massimi e modalità di accesso ai fondi sulla base della popolazione dei singoli Comuni. Rientrano nel fondo anche le spese eventualmente sostenute per la progettazione. Successivamente al decreto del MIT, i Comuni interessati avranno 15 giorni per presentare istanza per accedere al fondo. Nei 15 giorni successivi sarà approvata la graduatoria degli interventi ammessi al fondo e l’elenco degl interventi per i quali viene concesso il finanziamento. I Comuni selezionati per accedere al finanziamento, quindi, avranno 90 giorni di tempo per stipulare i contratti relativi ai lavori che rientrano nel finanziamento stesso, pena revoca del finanziamento stesso. I lavori dovranno concludersi entro i successivi 120 giorni. 16 ottobre 2023

https://notizie.tiscali.it/economia/articoli/sicurezza-strade-ponti-stanziati-50-milioni-euro-00001/?chn