Normativa · ANSFISA 11/2025

Istruzioni Operative ANSFISA 2025: il Decreto CSLP 413 sui ponti

Il documento con cui ANSFISA e il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici hanno reso uniforme l’applicazione delle Linee Guida Ponti: 127 istruzioni innestate nei paragrafi delle Linee Guida, nuove schede di rilievo e dieci allegati. Adottato con il Decreto del Presidente del C.S.LL.PP. n. 413 del 5 novembre 2025.

Scarica le Istruzioni Operative ANSFISA (PDF)Documento ufficiale ANSFISA · Rev.1 · parere Assemblea Generale C.S.LL.PP. n. 17 del 24.07.2025 · 140 pagine
Perché

Perché sono state scritte le Istruzioni Operative

Le Istruzioni Operative non modificano le Linee Guida e non le aggiornano. Sono uno strumento interpretativo e applicativo: chiariscono i passaggi più complessi e ne uniformano l’uso da parte dei gestori.

Nascono da un problema concreto. Nelle attività ispettive a campione condotte da ANSFISA sui sistemi e sui processi dei gestori stradali e autostradali erano emerse divergenze interpretative e un grado di discrezionalità incompatibili con una vigilanza omogenea e verificabile: approcci non uniformi al censimento, alle ispezioni, alla descrizione dei difetti e alla determinazione della classe di attenzione.

Il testo si fonda sulle esperienze di vigilanza dell’Agenzia, sulle prime pratiche applicative dei gestori, sulle osservazioni dei professionisti incaricati e sugli approfondimenti condotti in ambito accademico, con i contributi tecnico-scientifici del Consorzio FABRE. Si inserisce nella cornice delle riforme del PNRR sulla governance delle infrastrutture strategiche.

Cogenza

Le Linee Guida sono obbligatorie? La risposta dell'Istruzione 1.1.1

È la domanda che un ufficio tecnico si pone per prima, e l’Istruzione Operativa 1.1.1 le dà una risposta netta, distinguendo due situazioni.

ANAS e concessionari autostradali

Per loro le Linee Guida si applicano in maniera cogente, in virtù del decreto di adozione — il DM n. 578 del 17 dicembre 2020. Non c'è margine interpretativo.

Tutti gli altri gestori

Nelle more dell'emanazione di altri decreti di adozione, e quindi anche dove non siano giuridicamente vincolanti, le Linee Guida costituiscono comunque riferimento di comprovata validità ai sensi del § 12 delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

La Circolare del 1967 è superata

Per i ponti e i viadotti le Linee Guida superano le indicazioni della Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 6736/61A1 del 19 luglio 1967 sul controllo delle condizioni di stabilità delle opere d'arte stradali, aggiornandole sul piano amministrativo e tecnico-scientifico.

Che cosa comporta in pratica

Un ente che scegliesse un metodo diverso dovrebbe motivarne l'equivalenza rispetto a un riferimento di comprovata validità. È la ragione per cui, anche senza un decreto dedicato, i Comuni applicano le Linee Guida.

Struttura

Come è fatto il documento: tre parti operative

Le Istruzioni ricalcano l’indice delle Linee Guida — stessa numerazione dei paragrafi, stesse tre parti — e vi innestano dentro i blocchi «Istruzione Operativa». Da 92 pagine si passa a 140: le pagine in più sono le istruzioni.

  • I

    Classificazione e gestione del rischio

    Censimento (L0), ispezioni e schede di difettosità (L1) e determinazione delle Classi di Attenzione per i quattro rischi, fino alla Classe di Attenzione complessiva (L2).

  • II

    Valutazione della sicurezza

    Valutazione preliminare (L3) e verifica accurata (L4) secondo le Norme Tecniche NTC 2018: conoscenza del ponte, azioni, fattori parziali e condizioni di adeguatezza, operatività e transitabilità.

  • III

    Sorveglianza e monitoraggio

    Sistema di sorveglianza, ispezioni ordinarie e straordinarie, prove di carico, monitoraggio strumentale (SHM), indicatori numerici e software per la gestione dei ponti (BMS).

Dove intervengono

Le 127 istruzioni, capitolo per capitolo

Le Istruzioni non sono un commento discorsivo: sono 127 blocchi numerati, ciascuno agganciato al paragrafo delle Linee Guida che chiarisce. Contarli per capitolo dice dove il settore stava sbagliando.

Capitolo delle Linee GuidaIstruzioniSu che cosa intervengono
1 · Introduzione e livelli8Cogenza, relazioni fra i livelli, priorità, modelli informativi, competenze
2 · Livello 0, censimento3Ordine di priorità, geolocalizzazione, campi della scheda
3 · Livello 1, ispezioni21Ispezionabilità, schede per elemento, elementi critici, ispezioni speciali
4 · Livello 2, Classe di Attenzione61Pericolosità, vulnerabilità, esposizione e composizione delle classi per tutti e quattro i rischi
5 · Livello 3, valutazione preliminare5Che cosa considera e come si legge il rapporto fra i carichi
6 · Livello 4, verifica accurata19Quando è obbligatoria, conoscenza dell'opera, livelli di valutazione
7 · Sorveglianza e monitoraggio10Ispezioni ordinarie e straordinarie, indicatori, soglie

Conteggio dei blocchi «Istruzione Operativa» nel testo della Revisione 1. Quasi una istruzione su due riguarda il Livello 2: è lì che la discrezionalità dei gestori produceva risultati non confrontabili, ed è lì che il documento interviene di più.

Livello 0

Che cosa cambia nella scheda di censimento

La scheda di censimento dell’Allegato A non ha cambiato parametri. Le integrazioni introdotte dalle Istruzioni sono di natura funzionale e organizzativa, pensate «anche in vista della informatizzazione dei dati e dei processi»: nomenclatura e definizioni esplicitate, compilazione più sistematica. Le attività già svolte restano valide.

Coordinate in ETRF2000

Nella geolocalizzazione è preferibile usare le coordinate geografiche del sistema di riferimento geodetico nazionale ETRF2000, come previsto dal DPCM 10 novembre 2011. Un dettaglio che decide se i dati di due enti confinanti si sovrappongono davvero su una mappa.

Le priorità le stabilisce il gestore

L'ordine con cui programmare le ispezioni si costruisce sulle informazioni del censimento e sulle esigenze dell'ente, ma è il gestore, responsabile della pianificazione, a identificarne i criteri.

Il censimento viene prima di tutto

Le Istruzioni lo dicono senza mediazioni: il Livello 0 è «primo e imprescindibile passo di ogni sistema di gestione della sicurezza», e ogni sforzo va profuso per completarlo il più rapidamente possibile.

Ispezionabilità, da verificare subito

Già in fase di censimento conviene verificare se l'opera sia ispezionabile in tutti i suoi elementi, così che il gestore possa prendere per tempo i provvedimenti necessari.

Livello 1

Una scheda per ogni elemento, e uno schema del ponte

Qui sta l’indicazione che cambia di più il lavoro di campo. Le Istruzioni chiedono di affiancare alle schede uno schema del ponte in cui ogni elemento strutturale sia identificato univocamente da un codice o una sigla, con le direzioni principali dell’opera, così che ogni vista possa esservi riferita.

E chiedono una scheda per ogni singolo elemento: una per ogni trave di ogni campata, una per ogni pila, una per ogni spalla, una per ogni traverso, una per ogni apparecchio di appoggio. È la differenza fra un’ispezione che produce un giudizio sull’opera e una che produce un dato per elemento, confrontabile nel tempo.

Sul campo questo significa una scheda per elemento e non un giudizio complessivo sull’opera: come si organizza il rilievo, e chi lo firma, sta sulle ispezioni di ponti e viadotti.

«Elemento critico» non vuol dire messo male

Il chiarimento dell'Istruzione 3.3.0, ed è la confusione più diffusa: «elemento critico» si riferisce alla tipologia dell'elemento e alla sua predisposizione al degrado, non allo stato di conservazione rilevato. Fra questi rientrano i cavi di precompressione.

«Condizione critica», invece, sì

È il termine che indica un quadro difettologico rilevato tale da compromettere la statica dell'opera o di una sua parte. Sono due cose diverse e vanno registrate in campi diversi.

Ispezionabilità a carico del gestore

Il gestore deve adoperarsi per garantire la completa ispezionabilità dell'opera, rendendo agevoli tutte le operazioni previste. Un elemento non visionabile non è un difetto dell'ispezione: è un problema di accesso da risolvere.

Geometria rilevata, dove si può

Oltre alla compilazione delle schede si suggerisce di rilevare la geometria dell'opera, a corredo dello schema e dell'individuazione degli elementi.

Ispezioni speciali

Le schede per le ispezioni speciali

Le ispezioni speciali sono l’ambito in cui le Istruzioni aggiungono più materiale operativo: una scheda dettagliata per i ponti in calcestruzzo armato precompresso a cavi post-tesi e due allegati interi dedicati ai rischi idraulico e da frana.

Ponti a cavi post-tesi

La scheda dell'Allegato D delle Linee Guida è stata dettagliata in una versione operativa apposita. Restano valide le attività già svolte con la scheda precedente.

Il criterio dei cinque anni

Fra i ponti in aree con evidenza di fenomeni alluvionali ed erosionali, l'Istruzione 3.6.1 include quelli che hanno subito un evento alluvionale negli ultimi cinque anni, accertato da informazioni testimoniali o da tracce dell'evento di piena.

Rischio idraulico

L'Allegato F copre le ispezioni speciali e la valutazione preliminare di Livello 3 per il rischio idraulico; l'Allegato E fornisce la scheda degli indicatori per l'ispezione speciale idraulica.

Rischio frane

L'Allegato G tratta le ispezioni speciali e il progetto della conoscenza finalizzati alla verifica accurata dei ponti interagenti con fenomeni franosi; l'Allegato D contiene la relativa scheda di ispezione speciale.

Verifica di sicurezza

Adeguato, operativo, transitabile: gli esiti della verifica

Quando si arriva alla verifica accurata, l’esito non è un sì o un no. Le Istruzioni chiariscono i tre livelli di valutazione della sicurezza e l’ordine con cui si percorrono: prima si verifica se il ponte è adeguato; solo se non lo è si valutano le condizioni di operatività e di transitabilità, che sono soluzioni a termine, da accompagnare a provvedimenti sull’uso dell’opera.

Esito della verificaTempo di riferimentoSignificato
Adeguatovita nominale pienaLe verifiche sono soddisfatte con carichi e fattori parziali previsti dalle NTC. Il ponte può continuare l’uso senza interventi.
Operativotref = 30 anniVerifiche soddisfatte su un tempo di riferimento ridotto, garantendo comunque la sicurezza per la vita umana. Il ponte va segnalato nelle banche dati.
Transitabiletref = 5 anniVerifiche soddisfatte solo con provvedimenti: limitazione dei carichi o restrizione d’uso, entro cui progettare e realizzare gli interventi.

Per le azioni da traffico sui ponti il periodo di ritorno è assunto pari a 1000 anni; il carico di norma di riferimento è dell’ordine di 1040 kN. Le condizioni di operatività e transitabilità si valutano solo dopo aver verificato che il ponte non sia adeguato (rif. § 6.1.5 delle Istruzioni Operative).

Sorveglianza

Indicatori, modelli di degrado e soglie di allerta

La parte sulla sorveglianza è quella in cui le Istruzioni parlano più esplicitamente di dati e di software. Le ispezioni non producono solo schede: producono numeri confrontabili nel tempo e fra opere diverse, che alimentano modelli di degrado e soglie.

Un chiarimento che vale per ogni ente con procedure proprie: l’Istruzione Operativa 7.4.1 riconosce al gestore la facoltà di adottare modelli di scheda diversi da quelli delle Linee Guida, a una condizione — che le schede finali siano ricondotte, a cura del gestore, al formato previsto dagli allegati. È il punto che rende legittimo un flusso di rilievo digitale, purché l’esportazione sia conforme.

Indicatori numerici

La combinazione dei parametri di difetto (G·k₁·k₂) genera la “difettosità relativa” dell’elemento e dell’opera, confrontabile fra ponti diversi per costruire liste di priorità.

Modelli di degrado

Curve di degrado (es. UNI EN 16991:2018) che prevedono l’andamento dello stato di condizione e la vita residua, e ottimizzano la pianificazione della manutenzione.

Soglie di attenzione e allarme

Quando l’osservazione si discosta dal valore atteso oltre limiti prefissati scattano le soglie: ripetizione o infittimento delle ispezioni e del monitoraggio.

Monitoraggio strumentale (SHM)

Occasionale, periodico o permanente, con sensori per spostamenti, deformazioni e pressioni; indispensabile per le classi più alte e i versanti instabili.

Software

I requisiti del software di gestione ponti (BMS)

Le Istruzioni Operative richiamano i requisiti funzionali minimi del Bridge Management System e ne collocano l’uso dentro il Sistema di Gestione della Sicurezza adottato dall’ente. Non è un elenco di funzioni desiderabili: è la lista rispetto a cui un ente motiva la scelta del proprio strumento. PROPONTI è un software BMS di gestione dei ponti costruito su questi requisiti.

Gestione dell’inventario collegata ai dati di progetto e di prima ispezione
Interfaccia GIS georeferenziata
Interfaccia utente di tipo colloquiale
Gestione differenziata degli accessi
Interfaccia con la banca dati AINOP
Gestione di ispezioni e sintesi dei monitoraggi strumentali
Gestione delle Classi di Attenzione
Gestione dei risultati di indagini e prove
Gestione delle soglie di allarme
Limitazioni di transito e tempi per interventi di manutenzione/retrofitting
Interfaccia con modelli BIM e modelli di calcolo
Elaborazione statistica e creazione di rapporti periodici standard
Gestione e ottimizzazione degli interventi di manutenzione
Verifica e gestione dei transiti di trasporti eccezionali
Allegati

I dieci allegati del Decreto 413/2025

L’articolo 1 del Decreto 413/2025 adotta il nuovo testo delle Istruzioni Operative (Revisione 1 – 2025) con dieci allegati tecnici. Sui portali del Ministero e del Consiglio Superiore i file circolano con il suffisso «bis» nel nome — Allegato_A_Bis…, Allegato_B_Bis… — mentre il decreto li elenca con la sola lettera: sono gli stessi documenti.

AllegatoDocumentoLivello
AScheda di censimento ponti di Livello 0L0
BScheda descrittiva di ispezione ponti di Livello 1 (v2.0)L1
BSchede di ispezione di Livello 1 — fenomeni di frana (v2.0)L1
BScheda di ispezione di Livello 1 — fenomeni idraulici (v2.0)L1
BSchede di valutazione dei difettiL1
DSchede di ispezione speciale — ponti in c.a.p. a cavi post-tesiL1
DScheda di ispezione speciale — fenomeni di franaL1
EScheda indicatori ispezione speciale idraulicaL1
FIspezioni speciali e valutazione preliminare L3 per il rischio idraulicoL3
GIspezioni speciali e progetto della conoscenza per i ponti interagenti con fenomeni franosiL3

Elenco dell'art. 1 del Decreto del Presidente del C.S.LL.PP. n. 413 del 5 novembre 2025. Il testo delle Istruzioni è la revisione ANSFISA del 4 agosto 2025.

Approfondimenti

Dove si trova il resto della normativa

Le Istruzioni Operative si leggono accanto alle Linee Guida, non al posto loro. Il metodo, gli obblighi e le scadenze sono trattati nelle pagine dedicate.

FAQ

Domande frequenti sulle Istruzioni Operative ANSFISA

Sono il documento con cui ANSFISA rende uniforme l’applicazione delle Linee Guida Ponti allegate al DM 204/2022. La versione vigente è la Revisione 1, con parere dell’Assemblea Generale del C.S.LL.PP. n. 17 del 24 luglio 2025, adottata con il Decreto del Presidente del C.S.LL.PP. n. 413 del 5 novembre 2025.

Le Linee Guida definiscono il metodo; le Istruzioni Operative non lo modificano e non lo aggiornano, ma ne chiariscono i passaggi più complessi per ridurre le divergenze interpretative fra gestori. Sono uno strumento interpretativo e applicativo.

Si applicano in maniera cogente ad ANAS e alle concessionarie autostradali in virtù del DM 578 del 17 dicembre 2020. Per gli altri gestori, nelle more dell’emanazione di altri decreti di adozione, costituiscono comunque riferimento di comprovata validità ai sensi del § 12 delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Per ponti e viadotti le Linee Guida superano le indicazioni della Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 6736/61A1 del 19 luglio 1967 sul controllo delle condizioni di stabilità delle opere d’arte stradali, aggiornandole sul piano amministrativo e tecnico-scientifico.

Sono 127 blocchi numerati, agganciati ai paragrafi delle Linee Guida. Sessantuno riguardano il Livello 2, cioè la determinazione della Classe di Attenzione: è il punto in cui la discrezionalità dei gestori produceva risultati non confrontabili.

Sì. Le Istruzioni fanno salve le attività già svolte. Le integrazioni alla scheda di censimento non hanno modificato i parametri: sono di natura funzionale e organizzativa, pensate per rendere la compilazione più sistematica e per agevolare l’informatizzazione.

Sì. L’Istruzione Operativa 7.4.1 riconosce al gestore, nella propria autonomia, la facoltà di adottare procedure interne con modelli diversi, a condizione che le schede finali siano ricondotte — a cura del gestore — al formato previsto dagli allegati delle Linee Guida.

«Elemento critico» si riferisce alla tipologia dell’elemento strutturale e alla sua predisposizione ai fenomeni di degrado, non allo stato di conservazione rilevato: fra questi rientrano i cavi di precompressione. «Condizione critica» indica invece un quadro difettologico rilevato che può compromettere la statica dell’opera o di una sua parte.

Una per ogni singolo elemento strutturale identificato: una per ogni trave di ogni campata, una per ogni pila, una per ogni spalla, una per ogni traverso, una per ogni apparecchio di appoggio. Va inoltre rappresentato uno schema del ponte in cui ogni elemento è identificato univocamente da un codice o una sigla.

Le Istruzioni indicano come preferibili le coordinate geografiche del sistema di riferimento geodetico nazionale ETRF2000, come previsto dal DPCM del 10 novembre 2011.

Gestione dell’inventario collegata ai dati di progetto e di prima ispezione, interfaccia GIS, interfaccia utente colloquiale, gestione differenziata degli accessi, interfaccia con la banca dati AINOP, gestione di ispezioni e monitoraggi, delle classi di attenzione, delle soglie di allarme e dei transiti eccezionali, interfaccia con i modelli BIM e di calcolo, elaborazione statistica e rapporti periodici.

Istruzioni Operative

Applicare le indicazioni ANSFISA

Dalla sorveglianza al monitoraggio: vediamo come organizzare il processo sulle opere del tuo ente.

Prenota una demo gratuita