Linee Guida Ponti 2022
L’Allegato A: il metodo multilivello e la Classe di Attenzione. Guida completa →
Cosa prevede il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili n. 204 del 1° luglio 2022: il decreto che rende cogenti le Linee Guida Ponti 2022, a chi si applica, quali obblighi impone agli enti gestori e con quali tempi. Download del documento ufficiale (Allegato A).
Il DM 204/2022 è il decreto con cui il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha adottato e reso cogenti le “Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti”, contenute nel suo Allegato A. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (G.U.R.I.) il 23 agosto 2022 ed è pienamente in vigore.
Con questo decreto le Linee Guida — prima sperimentali (DM 578/2020) — diventano un obbligo di legge per tutti i gestori dei ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari esistenti. Le responsabilità sulla sicurezza restano in capo ai gestori, che devono applicare le procedure entro i termini del capitolo 8 dell’Allegato A. Vai alla guida completa al metodo →
Il quadro normativo si compone di tre livelli, dal decreto che obbliga fino alle istruzioni che spiegano come applicarlo:
L’atto del MIMS (art. 1) che adotta le Linee Guida e ne stabilisce la cogenza per i gestori dei ponti esistenti, statali e non.
Il documento tecnico (92 pagine) con l’approccio multilivello, la Classe di Attenzione e i metodi di calcolo. Guida completa →
Previste dall’art. 1, c. 3, rendono operative e uniformi le Linee Guida per tutti i gestori. Vai alla pagina ANSFISA →
Il DM 204/2022 si applica in maniera cogente a tutti i gestori dei ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari esistenti:
Il “gestore” è il soggetto che, ai sensi dell’art. 14 del Codice della Strada, esercita la manutenzione, la gestione e il controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze.
Il decreto, attraverso le Linee Guida, impone all’ente gestore un percorso preciso e documentato, lo stesso che PROPONTI segue passo per passo dentro il software BMS:
Catalogare tutti i ponti, viadotti e opere d’arte di competenza con le loro caratteristiche principali.
Ispezioni visive e schede di difettosità per fotografare lo stato di conservazione di ogni opera.
Calcolare la CdA combinando pericolosità, vulnerabilità ed esposizione per i quattro rischi.
Ispezioni periodiche, monitoraggio e, per le classi più alte, valutazione della sicurezza secondo le NTC 2018.
Trasferire i dati nell’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche. Cos’è l’AINOP →
Il decreto toglie soggettività al giudizio sullo stato dell’opera. Ogni difetto rilevato in campo viene quantificato con tre parametri.
G — gravità intrinseca. Il peso della tipologia di difetto: una fessurazione da taglio non vale quanto una delaminazione superficiale.
K1 — intensità. Quanto il fenomeno è progredito: armature esposte con o senza riduzione della sezione resistente.
K2 — estensione. Quanto il difetto si è diffuso sull’elemento: sotto il 10%, fra il 10 e il 50%, oltre il 50%.
L’ispezione smette di essere un giudizio descrittivo e diventa una raccolta di variabili che alimentano il calcolo del Livello 2. Per questo il decreto chiede che il Livello 1 sia condotto da personale formato: l’attendibilità della Classe di Attenzione dipende da come K1 e K2 vengono attribuiti sul posto.
Sono tre valori che si attribuiscono guardando l’elemento, non a tavolino: da qui dipende tutto il resto, ed è la ragione per cui conta chi esegue le ispezioni visive e con quale qualifica.
La Classe di Attenzione si determina separatamente per le quattro componenti di rischio, che vengono poi combinate nella classe complessiva dell’opera.
Strutturale e fondazionale. Si incrocia l’indice di degrado — che viene da G, K1 e K2 — con la vulnerabilità dell’opera (schema statico, luce, materiali, anno di costruzione) e con l’esposizione: traffico medio giornaliero e passaggio di trasporti eccezionali.
Sismica. La pericolosità sismica del sito, espressa dalla PGA, si combina con la vulnerabilità dell’opera. L’attenzione è sui ponti progettati prima delle norme antisismiche moderne, dove si guardano dettagli come i ritegni sismici e le lunghezze di appoggio.
Idraulica. Per le opere su corso d’acqua si valutano lo scalzamento delle pile, in funzione dell’alveo e della conformazione delle fondazioni, e il rischio di sormonto, cioè il franco idraulico rispetto ai livelli di piena.
Da frana. Si considera la pericolosità del versante su cui insistono spalle e rilevati di approccio.
Una Classe Alta in una qualsiasi delle quattro componenti porta l’opera alla verifica accurata del Livello 4, secondo le NTC 2018.
Applicare gli algoritmi del DM 204 su centinaia di opere con fogli di calcolo è impraticabile: un errore di trascrizione o una matrice sbagliata invalidano l’intera valutazione. Un sistema che implementa i diagrammi di flusso e le matrici di ponderazione delle Linee Guida calcola la Classe di Attenzione senza approssimazioni, guida l’ispettore nella raccolta dei parametri e conserva lo storico difettologico che serve a calibrare i modelli quando si passa ai Livelli 3 e 4.
Sul versante degli obblighi e delle responsabilità amministrative, il quadro per un ente locale è nella pagina dedicata all’obbligo di ispezione dei ponti per i Comuni.
Il decreto si inserisce in un sistema di norme che regolano la sicurezza delle infrastrutture esistenti:
L’Allegato A: il metodo multilivello e la Classe di Attenzione. Guida completa →
Come applicare in modo uniforme le Linee Guida. Pagina ANSFISA →
Le Norme Tecniche per le Costruzioni, riferimento per la valutazione accurata della sicurezza (Livello 4).
L’archivio nazionale delle opere pubbliche in cui confluiscono i dati. Scopri l’AINOP →
Il capitolo 8 dell’Allegato A fissa termini differenziati per tipologia di ente gestore (Tabella 8.1):
| Ente gestore | Livello 0 · Censimento | Livello 2 · Classe di Attenzione |
|---|---|---|
| Concessionarie autostradali | — | entro 30.06.2023 |
| ANAS S.p.A. | entro 31.12.2022 | entro 31.12.2023 |
| Regioni, Province, Città Metropolitane | entro 31.12.2023 | entro 30.06.2025 |
| Comuni con residenti > 15.000 | entro 30.06.2024 | entro 30.06.2026 |
| Comuni con residenti ≤ 15.000 | entro 30.06.2024 | entro 31.12.2026 |
Termini di applicazione previsti dalla Tabella 8.1 dell’Allegato A, letti al 6 agosto 2026. L'unico termine ancora aperto è il Livello 2 per i Comuni fino a 15.000 residenti, entro il 31 dicembre 2026 — tutti gli altri sono trascorsi. Il termine non si applica alle opere per cui sia già stata accertata una riduzione evidente della capacità resistente o deformativa: in quel caso le ispezioni approfondite e la messa in sicurezza vanno avviate immediatamente, senza attendere alcuna scadenza.
È il decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 1° luglio 2022, pubblicato in G.U.R.I. il 23 agosto 2022, che adotta e rende cogenti le Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio dei ponti esistenti (Allegato A).
Sì. Con il DM 204/2022 le Linee Guida, prima sperimentali, sono diventate cogenti per tutti i gestori dei ponti, viadotti e opere similari esistenti, statali e non.
Tutti i gestori delle strade ai sensi dell’art. 14 del Codice della Strada: ANAS e concessionari autostradali (art. 1, c. 1) ed enti diversi come Comuni, Province, Regioni e Città Metropolitane (art. 1, c. 2).
Il DM 204 è il decreto che obbliga; le Linee Guida (Allegato A) sono il metodo tecnico; le Istruzioni Operative ANSFISA, previste dall’art. 1 c. 3, spiegano come applicarle in modo uniforme.
Differenziati per ente: dal 30.06.2023 per i concessionari fino al 31.12.2026 per i Comuni fino a 15.000 residenti, secondo la Tabella 8.1 dell’Allegato A, letti al 6 agosto 2026. L’unico termine ancora aperto è il Livello 2 per i Comuni fino a 15.000 residenti, entro il 31 dicembre 2026 — tutti gli altri sono trascorsi.
Sono i tre valori con cui il DM 204 quantifica ogni difetto rilevato durante l’ispezione di Livello 1: G è la gravità intrinseca del tipo di difetto, K1 l’intensità con cui si è manifestato, K2 la sua estensione sull’elemento strutturale. Dalla loro combinazione nasce l’indice di degrado che alimenta il calcolo della Classe di Attenzione.
Vediamo insieme quali obblighi ricadono sul tuo ente e con quali tempi, opera per opera.
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