Normativa · DM 204/2022

Linee Guida Ponti 2022: la guida completa ai ponti esistenti

Il metodo con cui ogni ente gestore deve censire, ispezionare e classificare i propri ponti: l’approccio multilivello, la Classe di Attenzione, le frequenze di ispezione e le scadenze di legge. Testo ufficiale allegato al DM 204 del 1° luglio 2022, aggiornato dalle Istruzioni Operative adottate con il Decreto CSLP 413 del 5 novembre 2025.

Scarica le Linee Guida Ponti 2022 (PDF)Allegato A al DM 204 del 1° luglio 2022 · Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici · 92 pagine
Cosa sono

Che cosa sono le Linee Guida Ponti 2022

Le Linee Guida Ponti 2022 sono il documento allegato al DM 204 del 1° luglio 2022 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, redatto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il titolo per esteso è «Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti».

Il documento è composto di tre parti: il censimento e la classificazione del rischio, la verifica della sicurezza, la sorveglianza e il monitoraggio. Il suo scopo, scritto al § 1.1, non è azzerare il rischio ma renderlo accettabile, prevenendo livelli inadeguati di danno sul patrimonio esistente.

La novità rispetto alla prassi precedente è il metodo: invece di trattare ogni ponte come un caso a sé, le Linee Guida impongono una procedura omogenea su scala nazionale che parte da tutte le opere e restringe progressivamente l’attenzione — e la spesa — su quelle che ne hanno davvero bisogno.

Ambito

A quali opere e a quali gestori si applicano

Il § 1.1 definisce l’oggetto con un criterio dimensionale netto: sono ponti e viadotti le costruzioni con luce complessiva superiore a 6,0 metri che permettono di superare una depressione del terreno o un ostacolo — un corso o uno specchio d’acqua, un canale, una via di comunicazione, una discontinuità naturale o artificiale.

Le opere di luce inferiore ai 6,0 metri non escono dalla responsabilità del gestore: per esse è il gestore stesso a definire le modalità e la cadenza di sorveglianza e monitoraggio, in funzione delle peculiarità dell’opera e del territorio.

Chi è il «gestore»

Il soggetto che esercita i compiti dell'art. 14 del d.lgs. 285/1992, il Codice della Strada: manutenzione, gestione e pulizia delle strade, controllo tecnico dell'efficienza, rilascio di autorizzazioni e concessioni. In pratica l'ente proprietario della strada o, per le strade in concessione, il concessionario.

I cavalcavia

Per le opere che attraversano la sede stradale il gestore è il titolare dell'opera d'arte, secondo l'art. 25 del Codice della Strada. È la distinzione che evita il rimpallo classico fra chi possiede la strada sotto e chi possiede il manufatto sopra.

I ponti ferroviari

La metodologia ha valenza generale e può applicarsi nei principi e nelle regole generali anche ai ponti ferroviari, ma questa versione del documento declina i dettagli operativi solo per i ponti stradali.

Quali enti sono coinvolti

Concessionarie autostradali, ANAS, Regioni, Province e Città Metropolitane, Comuni di ogni dimensione. La Tabella 8.1 assegna a ciascuna categoria termini diversi, ma nessuna è esclusa.

Percorso normativo

Dal DM 578/2020 al Decreto CSLP 413/2025

Le Linee Guida non nascono nel 2022 e non si sono fermate lì. Conoscere le tre tappe serve a capire quale versione dei documenti si sta applicando, perché le schede di rilievo sono cambiate.

  • 1

    DM 578 del 17 dicembre 2020

    Prima adozione delle Linee Guida, con un periodo di sperimentazione affidato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici insieme a ReLUIS. L'impianto multilivello e la Classe di Attenzione ci sono già.

  • 2

    DM 204 del 1° luglio 2022

    Il decreto che recepisce gli esiti della sperimentazione e adotta il testo oggi vigente, che ne è l'Allegato A. È la versione che stabilisce i tempi di attuazione della Tabella 8.1 e a cui si riferisce questa pagina.

  • 3

    Decreto CSLP 413 del 5 novembre 2025

    Il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici adotta le Istruzioni Operative per l'applicazione delle Linee Guida, predisposte con ANSFISA nella revisione del 4 agosto 2025. Non sostituiscono le Linee Guida: vi innestano dentro 127 istruzioni, paragrafo per paragrafo, e aggiornano le schede di rilievo. Il dettaglio sta nella pagina dedicata alle Istruzioni Operative, in fondo a questa.

Metodo

Dal censimento alla resilienza di rete: i sei livelli

Il metodo si sviluppa su sei livelli di complessità crescente. Dal Livello 0 al Livello 5 aumentano il dettaglio e l’onerosità delle indagini, ma diminuiscono il numero di opere coinvolte e l’incertezza dei risultati. Il fulcro dell’intero impianto è il Livello 2: è lì che si decide che cosa fare di ogni singola opera.

Un punto che sfugge spesso agli uffici tecnici: il § 1.5 chiarisce che i livelli non vanno applicati in sequenza rigida. Non occorre completare il censimento di tutto il patrimonio per avviare le ispezioni: il gestore stabilisce un ordine di priorità sulle tratte, in base a volumi di traffico, presenza di percorsi alternativi, vetustà e criticità già note.

  • L0

    Livello 0 — Censimento Gestito dal software

    Il catalogo di tutte le opere presenti sul territorio, costruito raccogliendo informazioni e documentazione disponibili: progetti originali, atti amministrativi, interventi eseguiti nel tempo. Per ogni ponte si compila la scheda di censimento dell'Allegato A.

    Il censimento serve anche a stabilire le priorità: dalle macro-classi che ne emergono si ricava l'ordine con cui programmare le ispezioni di Livello 1.

  • L1

    Livello 1 — Ispezioni visive Gestito dal software

    Ispezioni visive dirette su tutte le opere censite, con rilievo fotografico, rilievo geometrico e rilievo dei fenomeni di degrado. Vanno esaminati sia l'estradosso sia l'intradosso, in ogni elemento, compresi i vani chiusi come cassoni e pile cave.

    L'ispezione verifica anche l'attendibilità di quanto raccolto al Livello 0, e rileva le condizioni geo-morfologiche e idrauliche del sito con una scheda dedicata a frane e idraulica.

  • L2

    Livello 2 — Classe di Attenzione Gestito dal software

    È il fulcro del metodo. Elaborando i dati dei due livelli precedenti si attribuisce a ogni ponte una Classe di Attenzione, in funzione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, calcolata separatamente per i quattro rischi e poi composta.

    Dalla classe discende tutto il resto: quali opere passano ai livelli superiori, con quale urgenza e con quale frequenza di ispezione.

  • L3

    Livello 3 — Valutazione preliminare Servizi professionali

    Valutazioni preliminari che, insieme alla tipologia e all'entità dei dissesti rilevati al Livello 1, servono a capire se sia necessario procedere con le verifiche accurate di Livello 4. Hanno un ruolo di filtro, non di verifica definitiva.

  • L4

    Livello 4 — Verifica accurata Servizi professionali

    Valutazione della sicurezza secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni vigenti, con modello strutturale dell'opera la cui affidabilità dipende dal livello di conoscenza raggiunto. È il livello che porta alle decisioni pesanti: limitazioni di transito, interventi di miglioramento o adeguamento.

  • L5

    Livello 5 — Resilienza della rete Servizi professionali

    Non è trattato esplicitamente dalle Linee Guida. Riguarda i ponti di significativa importanza nella rete, per i quali si analizzano la rilevanza trasportistica e le conseguenze socio-economiche di una possibile interruzione dell'esercizio.

Livello 0

Livello 0: che cosa contiene la scheda di censimento

Il censimento cataloga tutte le opere del territorio per sapere quante sono e come sono fatte: geometria, elementi strutturali, rete stradale in cui sono inserite, sito in cui si trovano. Per ciascuna si compila la Scheda di censimento di Livello 0, che è l’Allegato A delle Linee Guida.

La struttura della scheda non è arbitraria: è coerente con il DM 430 dell’8 ottobre 2019, quello che disciplina la formazione dell’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche. È il motivo per cui i dati del Livello 0 sono già nella forma richiesta per il conferimento all’AINOP.

La ricerca documentale

Va cercata sia la documentazione tecnica — progetto, esecuzione, interventi successivi — sia quella amministrativa, che ricostruisce le vicende e le trasformazioni subite dall'opera negli anni. L'attendibilità di quanto trovato viene poi verificata in campo al Livello 1.

Il ruolo nella rete

Volumi e tipologia di traffico, presenza e percorribilità di itinerari alternativi in caso di limitazione o chiusura. Sono i dati che alimentano l'esposizione al Livello 2 e la priorità con cui si programmano le ispezioni.

La Classe di Conseguenza

I ponti ricadono in via generale nella Classe di Conseguenza CC3 secondo la EN 1990. In funzione delle caratteristiche della rete stradale è possibile assegnare CC2 o CC1, dichiarandolo proprio nella scheda di censimento e dandone comunicazione alle autorità vigilanti e alle banche dati regionali e nazionali.

Un dato vivo

Il censimento non si chiude: le Linee Guida chiedono che i dati siano aggiornati ogni volta che si acquisisce nuova documentazione. Un archivio fermo all'anno del rilievo non è conforme.

Livello 1

Livello 1: schede di difettosità ed elementi critici

Al Livello 1 l’ispezione visiva produce due documenti per ogni opera: le schede di difettosità dell’Allegato B, differenziate per tipologia di elemento e materiale — spalle in calcestruzzo, spalle in muratura, travi e traversi, e una scheda apposita per gli elementi accessori della carreggiata — e la scheda descrittiva di ispezione, che raccoglie le caratteristiche principali rilevate in campo.

Ogni difetto elencato in scheda porta un codice alfanumerico che rimanda alle schede di rilievo e valutazione dell’Allegato C, e un peso G da 1 a 5. I difetti di peso 5 sono evidenziati perché possono indicare problemi strutturali immediati; per quelli di peso 4 e 5 esiste la casella PS, da barrare quando il difetto pregiudica la statica dell’opera. Per i difetti rilevati si annotano estensione (k1) e intensità (k2), entrambe fra 0,2 e 1,0: il conto che li trasforma in indice di degrado è descritto nella pagina sul DM 204 e i parametri di rilievo.

Come si compila la scheda in campo — quali schede esistono per ciascun elemento, che cosa significano il peso G, la casella PS e i coefficienti k1 e k2, e la differenza fra NA, NR e NP — sta su la scheda di difettosità di Livello 1.

Visto, NA, NR, NP

Per ogni difetto va detto se è stato cercato. Se non è stato rilevato, si distingue fra NA (non applicabile a quella tipologia di elemento), NR (non rilevabile a vista, per vegetazione invasiva o zone inaccessibili) e NP (non presente). Confondere NR con NP è l'errore che rende una scheda inservibile.

Gli elementi critici

Elementi particolarmente soggetti a degrado il cui malfunzionamento incide sul comportamento strutturale globale, o per i quali uno stato di degrado avanzato va segnalato immediatamente. Dipendono dalla tipologia del ponte e hanno una sezione dedicata nella scheda descrittiva di ispezione.

La scheda frane e idraulica

L'esame dell'area serve a rilevare l'instabilità di versante e le problematiche idrauliche: franco idraulico, riduzioni di sezione dell'alveo dovute a erosione, condizioni che aumentano la vulnerabilità dell'opera ai fenomeni di piena.

Gli elementi accessori

Cordoli, giunti, smaltimento delle acque, barriere di bordo ponte. Non dicono nulla sulla salute strutturale, ma incidono sul costo della manutenzione futura e sono spesso la causa del degrado superficiale: i fenomeni più diffusi nascono da una regimentazione delle acque meteoriche che non funziona.

Come si calcola

Come nasce la Classe di Attenzione

La Classe di Attenzione di ciascun rischio nasce dalla combinazione di tre fattori, valutati separatamente e poi incrociati. È lo stesso schema che regge tutta la valutazione del rischio nelle norme tecniche: quanto è probabile e intenso l’evento, quanto l’opera è predisposta a subirne danno, e quanto vale ciò che si perde se il danno avviene.

PericolositàProbabilità e intensità dell’evento atteso (traffico, sisma, frana, piena)
×
VulnerabilitàPredisposizione dell’opera a subire danni per le sue caratteristiche
×
EsposizioneEntità di persone e beni esposti e importanza dell’opera nella rete
=
Classe di Attenzione
I quattro rischi

Come si combinano i quattro rischi

La Classe di Attenzione si determina separatamente per quattro rischi — strutturale e fondazionale, sismico, frane, idraulico — e solo dopo si compone in una classe complessiva.

La regola di composizione della Tabella 4.28 non è una media: il rischio strutturale domina. Se la Classe di Attenzione strutturale e fondazionale è Alta, la classe complessiva è Alta qualunque sia l’esito sismico, idraulico e da frana. All’estremo opposto, la classe complessiva Bassa si raggiunge solo quando strutturale, sismica e idraulica/frane stanno tutte in fondo alla scala.

Le classi idraulica e da frana vengono prima riunite fra loro, e il risultato entra nella tabella insieme a quella strutturale e a quella sismica.

Strutturale e fondazionale

Stato di degrado, schema statico, luce e materiali della struttura e delle fondazioni.

Sismico

Pericolosità sismica del sito, vulnerabilità ed esposizione dell'opera.

Frane (geologico)

Suscettibilità a fenomeni franosi che possono interessare l'opera e i versanti.

Idraulico

Rischio degli attraversamenti fluviali: sormonto, erosione generalizzata e localizzata.

Le cinque classi

Che cosa comporta ogni Classe di Attenzione

La Classe di Attenzione non è una pagella: è un innesco. A ciascuna delle cinque classi il § 1.3 associa azioni obbligate, in termini di indagini, monitoraggio e verifiche.

Due prescrizioni che vengono dimenticate di frequente. La prima: la classe va rivalutata ogni volta che le ispezioni o il monitoraggio portano informazioni nuove, e comunque almeno ogni 2 anni per le opere in classe Media e Medio-Alta. La seconda: qualunque sia la classe, e anche quando non si procede a valutazioni accurate, restano dovuti gli interventi manutentivi essenziali individuati dalle ispezioni.

Che cosa comportino in concreto quelle azioni — quali interventi restano dovuti qualunque sia la classe, quando si passa ai Livelli 3 e 4 e con quale criterio si costruisce un piano pluriennale — è il seguito naturale di questa pagina: che cosa si fa dopo la Classe di Attenzione.

5
AltaMonitoraggio continuo e valutazione accurata di Livello 4 (verifica di sicurezza secondo NTC).
4
Medio-AltaIspezioni periodiche e straordinarie; valutazione preliminare di Livello 3.
3
MediaIspezioni periodiche e straordinarie; valutazione preliminare di Livello 3.
2
Medio-BassaIspezioni periodiche programmate secondo le cadenze previste.
1
BassaIspezioni periodiche programmate secondo le cadenze previste.
Livelli superiori

Livelli 3, 4 e 5, e le ispezioni speciali

Non tutte le opere arrivano al Livello 2. Il § 3.5 individua i casi in cui dal Livello 1 si passa direttamente al Livello 4, saltando la classificazione: quando serve la valutazione della sicurezza prevista dal capitolo 8.3 delle Norme Tecniche, e quando l’opera ha una fragilità intrinseca elevata — è il caso citato dei ponti a giunti in calcestruzzo armato precompresso, in cui la trasmissione del taglio fra i conci è affidata all’attrito e una variazione minima delle caratteristiche strutturali porta a crisi di tipo fragile.

Ispezioni speciali obbligatorie

Il § 3.6 le impone sui ponti in calcestruzzo armato precompresso a cavi post-tesi resi aderenti e sulle opere in aree con evidenza di fenomeni alluvionali, erosivi o franosi. La priorità va ai ponti costruiti negli anni Sessanta e Settanta e a quelli con degrado avanzato.

Perché proprio i cavi post-tesi

Né le tecniche convenzionali né l'ispezione visiva danno un quadro adeguato del loro stato: la corrosione dell'armatura di precompressione avanza invisibile e compromette la capacità portante. Servono indagini pacometriche, georadar, tomografie ultrasoniche, impact-echo, misure di flusso magnetico disperso, e prove semi-distruttive come endoscopie e prelievi del materiale di iniezione.

Livello 3, il filtro

La valutazione preliminare non decide la sicurezza dell'opera: decide se serve il Livello 4. È obbligatoria per le classi Medio-Alta e Media, e il gestore valuta caso per caso, sulla base dei difetti riscontrati, se procedere oltre.

Livello 4, i tre traguardi

La verifica accurata si può condurre per l'adeguamento ai livelli di sicurezza delle Norme Tecniche, per l'operatività o per la transitabilità, con fattori parziali e tempi di riferimento diversi. Le condizioni di operatività e transitabilità sono soluzioni a termine, da accompagnare a limitazioni d'uso e alla programmazione degli interventi.

Frequenze

Ogni quanto si ispeziona un ponte

La cadenza minima delle ispezioni ordinarie dipende da due cose: la Classe di Attenzione corrente e il tipo di opera. Le opere «Tipo 1» sono quelle già inserite in un sistema di sorveglianza conforme alla Circolare LL.PP. 6736/61/AI del 1967, di cui è quindi noto lo stato di conservazione; le opere «Tipo 2» sono quelle — nuove o vecchie — per cui quelle ispezioni periodiche non sono mai state fatte, e che vanno perciò controllate più spesso.

Chi esegue materialmente le ispezioni, con quali qualifiche e che cosa consegna al termine, sta sulla pagina del servizio di ispezione dei ponti.

BassaMedio-BassaMediaMedio-AltaAlta
Opere "Tipo 1"Biennale18 mesiAnnualeMonitoraggio o semestraleMonitoraggio o semestrale
Opere "Tipo 2"Annuale9 mesiSemestraleMonitoraggio o trimestraleMonitoraggio o trimestrale

La frequenza dipende dalla Classe di Attenzione e dal tipo di opera. Le opere “Tipo 2” (maggiore fragilità strutturale, es. c.a.p. a cavi post-tesi) richiedono cadenze più ravvicinate. Fonte: Tabella 7.1 delle Linee Guida.

Tipi di ispezione

Ordinarie e straordinarie: che cosa cambia

Ispezioni ordinarie

Visive e periodiche, con la cadenza fissata dalla Classe di Attenzione. Si compila una scheda per ciascun elemento, con fotografie a riferimento metrico e semplici test non distruttivi — sclerometrici, misure di copriferro, umidità e pH. Sono ammessi droni e mezzi teleguidati, purché le immagini siano geolocalizzate e il difetto misurabile.

Ispezioni straordinarie

A contatto diretto con le strutture, con prelievi, prove ultrasoniche, georadar sui cavi di precompressione, endoscopie. Si eseguono quando le ordinarie rilevano difetti gravi o dopo eventi eccezionali — urti, sismi, alluvioni, frane.

I termini da rispettare

Quando la Classe di Attenzione peggiora, l'ispezione straordinaria va eseguita al più presto e comunque entro 60 giorni da quando ne emerge la necessità. In ogni caso non deve passare più di 5 anni dalla precedente per le opere in classe Bassa e Medio-Bassa, e più di 2 anni in tutti gli altri casi.

Prove di carico e rilievi dinamici

Le ispezioni straordinarie possono essere accompagnate da prove di carico statiche e da rilievi della risposta dinamica, utili a validare il comportamento reale della struttura rispetto al modello.

Sorveglianza

Sorveglianza e monitoraggio strumentale

Ispezioni e monitoraggio non sostituiscono le verifiche di sicurezza: le orientano. I dati raccolti nel tempo permettono di osservare l’evoluzione reale del degrado invece di dedurla, e di far scattare le verifiche quando i modelli predittivi segnalano un comportamento anomalo.

Le Linee Guida dedicano un paragrafo ai requisiti funzionali del Bridge Management System, il software che tiene insieme tutto il percorso: gestione dell’inventario, interfaccia GIS, interfaccia con la banca dati AINOP, gestione delle classi di attenzione e delle soglie di allarme, elaborazione statistica e rapporti periodici. PROPONTI è un software BMS per la gestione dei ponti costruito su quell’elenco.

Monitoraggio strumentale

Occasionale, periodico o permanente, con sensori e soglie di attenzione e di allarme. È previsto per le classi Medio-Alta e Alta, e permette di seguire l'evoluzione reale del degrado invece di stimarla dalle sole ispezioni visive.

Requisiti del Bridge Management System

Gestione dell'inventario con collegamento ai dati di progetto e collaudo, interfaccia GIS, gestione differenziata degli accessi, interfaccia con la banca dati AINOP, gestione delle classi di attenzione, delle soglie di allarme e dei transiti eccezionali, elaborazione statistica e rapporti periodici.

Adempimenti

Il percorso dell'ente, passo per passo

Tradotte in attività d’ufficio, le Linee Guida chiedono all’ente gestore sei cose, in quest’ordine.

  • 01

    Censire le opere

    Raccogli e digitalizza tutti i ponti, viadotti e opere d’arte di competenza (Livello 0).

  • 02

    Eseguire le ispezioni

    Ispezioni visive e schede di difettosità per fotografare lo stato di ogni opera (Livello 1).

  • 03

    Attribuire la Classe di Attenzione

    Calcola la CdA combinando pericolosità, vulnerabilità ed esposizione (Livello 2).

  • 04

    Sorvegliare e monitorare

    Programma ispezioni periodiche e, dove serve, monitoraggio strumentale con soglie di allerta.

  • 05

    Valutare la sicurezza

    Per le classi più alte, esegui valutazioni preliminari (L3) e accurate secondo NTC (L4).

  • 06

    Programmare la manutenzione

    Pianifica gli interventi per priorità e urgenza e aggiorna la Classe di Attenzione nel tempo.

Scadenze

Le scadenze di legge, e che cosa è già scaduto

La Tabella 8.1 fissa i termini di applicazione, differenziati per tipologia di ente gestore e riferiti alla data di completamento delle attività. Sono i termini che un RUP deve avere in testa, perché è su quelli che si misura l’inadempienza.

Ente gestoreLivello 0 · CensimentoLivello 2 · Classe di AttenzioneStato
Concessionarie autostradalientro 30.06.2023scaduto
ANAS S.p.A.entro 31.12.2022entro 31.12.2023scaduto
Regioni, Province, Città Metropolitaneentro 31.12.2023entro 30.06.2025scaduto
Comuni con residenti > 15.000entro 30.06.2024entro 30.06.2026scaduto
Comuni con residenti ≤ 15.000entro 30.06.2024entro 31.12.2026in corso

Tabella 8.1 delle Linee Guida, letta al 6 agosto 2026: l'unico termine ancora aperto è il Livello 2 per i Comuni fino a 15.000 residenti, entro il 31 dicembre 2026 — tutti gli altri sono trascorsi. Il termine non si applica alle opere per cui sia già stata accertata una riduzione evidente della capacità resistente o deformativa: in quel caso le ispezioni approfondite e la messa in sicurezza vanno avviate immediatamente, senza attendere alcuna scadenza.

Allegati

Il documento e i suoi allegati

Le Linee Guida senza i loro allegati non sono applicabili: il metodo sta nel testo, ma i moduli con cui si rileva stanno negli allegati, ed è lì che sono arrivate le modifiche del 2025.

AllegatoContenutoDocumento
AScheda di censimento di Livello 0Linee Guida · DM 204/2022
BSchede di difettosità e scheda descrittiva di ispezioneLinee Guida · DM 204/2022
CSchede di rilievo e valutazione dei difetti, con i codiciLinee Guida · DM 204/2022
DScheda di ispezione specialeLinee Guida · DM 204/2022
AScheda di censimento di Livello 0, con campi integratiIstruzioni Operative · Decreto 413/2025
BScheda descrittiva di ispezione v2.0, schede di ispezione L1 per frane e per fenomeni idraulici v2.0, schede di valutazione dei difettiIstruzioni Operative · Decreto 413/2025
DSchede di ispezione speciale per i ponti in c.a.p. a cavi post-tesi e per i fenomeni di franaIstruzioni Operative · Decreto 413/2025
EScheda indicatori per l'ispezione speciale idraulicaIstruzioni Operative · Decreto 413/2025
FIspezioni speciali e valutazione preliminare L3 per il rischio idraulicoIstruzioni Operative · Decreto 413/2025
GIspezioni speciali e progetto della conoscenza per il rischio franeIstruzioni Operative · Decreto 413/2025

Le lettere si ripetono perché le Istruzioni Operative adottate con il Decreto CSLP 413 del 5 novembre 2025 sostituiscono e dettagliano gli allegati corrispondenti delle Linee Guida, mantenendone la lettera: sui portali del Ministero i file circolano con il suffisso «bis» nel nome. Restano salve le attività già svolte con le schede precedenti.

Approfondimenti

Le altre pagine della sezione

Responsabilità dell’ente, trasmissione dei dati e calcolo della Classe di Attenzione sono trattati per esteso nelle pagine dedicate, invece di essere ripetuti qui.

FAQ

Domande frequenti sulle Linee Guida Ponti 2022

Sono le «Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti», allegate al DM 204 del 1° luglio 2022 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e redatte dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Definiscono un metodo unico su scala nazionale per censire, ispezionare e classificare i ponti esistenti.

Alle costruzioni con luce complessiva superiore a 6,0 metri che permettono di superare una depressione del terreno o un ostacolo: corsi e specchi d’acqua, canali, altre vie di comunicazione, discontinuità naturali o artificiali. Per le opere di luce inferiore ai 6,0 metri è il gestore a definire modalità e cadenza della sorveglianza.

Il gestore, cioè il soggetto che esercita i compiti dell’articolo 14 del Codice della Strada (d.lgs. 285/1992): l’ente proprietario della strada o, per le strade in concessione, il concessionario. Per i cavalcavia il gestore è il titolare dell’opera d’arte, secondo l’articolo 25 dello stesso decreto.

È l’Allegato A delle Linee Guida: la scheda con cui si registrano i dati anagrafici, geometrici, strutturali e di rete di ogni opera. La sua struttura è coerente con il DM 430 dell’8 ottobre 2019 sulla formazione dell’AINOP, quindi i dati raccolti sono già nella forma richiesta per il conferimento all’archivio nazionale.

Sono cinque: Bassa, Medio-Bassa, Media, Medio-Alta e Alta. A ciascuna corrispondono azioni obbligate: ispezioni periodiche per le due più basse, valutazione preliminare di Livello 3 per Media e Medio-Alta, avvio immediato delle valutazioni accurate di Livello 4 e monitoraggio per la classe Alta.

Rischio strutturale e fondazionale, rischio sismico, rischio frane e rischio idraulico degli attraversamenti fluviali. Ciascuno produce una propria Classe di Attenzione, ottenuta combinando pericolosità, vulnerabilità ed esposizione; le quattro vengono poi composte in una classe complessiva.

Il Livello 2 è la fase in cui a ogni ponte viene attribuita la Classe di Attenzione, elaborando i dati del censimento di Livello 0 e delle ispezioni di Livello 1. È il fulcro del metodo: dalla classe dipendono la frequenza delle ispezioni successive e l’eventuale passaggio ai Livelli 3 e 4.

Le Linee Guida non classificano i ponti per classe di conseguenza ma per Classe di Attenzione. La classe di conseguenza appartiene alla EN 1990 e serve nelle verifiche di sicurezza: i ponti ricadono in via generale in CC3, ma in funzione delle caratteristiche della rete stradale è possibile assegnare CC2 o CC1, dichiarandolo nella scheda di censimento dell’Allegato A e comunicandolo alle autorità vigilanti.

La cadenza minima delle ispezioni ordinarie dipende dalla Classe di Attenzione e dal tipo di opera. Per le opere già inserite in un sistema di sorveglianza conforme alla Circolare del 1967 va da biennale in classe Bassa a semestrale o in funzione del monitoraggio in classe Alta; per le opere di cui non è noto lo stato conservativo si passa da annuale a trimestrale.

Quando la Classe di Attenzione peggiora, l’ispezione straordinaria va eseguita al più presto e comunque entro 60 giorni da quando ne emerge la necessità. In ogni caso non devono passare più di 5 anni dalla precedente per le opere in classe Bassa e Medio-Bassa, e più di 2 anni negli altri casi.

Ne resta aperto uno solo: i Comuni fino a 15.000 residenti devono attribuire la Classe di Attenzione entro il 31 dicembre 2026. Tutti gli altri termini della Tabella 8.1 — concessionarie autostradali, ANAS, Regioni, Province, Città Metropolitane e i Comuni sopra i 15.000 residenti — sono trascorsi. Situazione letta al 6 agosto 2026. Il fatto che un termine sia passato non estingue l’obbligo, che resta in capo al gestore: cambia che l’ente è inadempiente finché non lo assolve.

La metodologia ha valenza generale e i suoi principi possono applicarsi anche ai ponti ferroviari, ma il documento declina i dettagli operativi soltanto per i ponti stradali.

Il Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 413 del 5 novembre 2025 adotta le Istruzioni Operative predisposte con ANSFISA, nella revisione del 4 agosto 2025. Non sostituiscono le Linee Guida: ne uniformano l’applicazione con 127 istruzioni innestate nei paragrafi e aggiornano le schede, con dieci allegati fra cui le nuove schede di ispezione di Livello 1 e quelle per le ispezioni speciali su rischio idraulico e frane.

Applicare le Linee Guida

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