Schede di difettosità
Una per elemento e per materiale — spalle in calcestruzzo, spalle in muratura, travi e traversi, elementi accessori della carreggiata — con il rilievo fotografico associato a ciascun difetto.
Ispezioni visive di ponti, viadotti e passerelle eseguite dal personale tecnico laureato di PROPONTI e coordinate da Ispettori di Terzo Livello qualificati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024 (corsi RINA).
Affianchiamo Province, Comuni ed enti gestori in tutte le fasi dell’ispezione delle opere d’arte stradali — ponti, viadotti e cavalcavia — dal censimento sul campo alla valutazione tecnica — con metodi conformi alle Linee Guida Ponti 2022 e alle indicazioni ANSFISA 11/2025. Mappiamo il patrimonio, ne analizziamo lo stato con tecniche specializzate e restituiamo dati chiari e a norma su cui decidere.
Rilievo e georeferenziazione di ogni opera del territorio — geometria, materiali, vincoli e documentazione — in un’unica anagrafe digitale consultabile ed esportabile in AINOP.
Sopralluoghi condotti da ispettori qualificati: valutazione dello stato di degrado, rilievo dei difetti e documentazione fotografica secondo le schede e la metodologia delle Linee Guida Ponti 2022.
Indagini strumentali e prove non distruttive (NDT), rilievi geometrici di precisione e modellazione 3D dei difetti per una diagnosi accurata e tracciabile della struttura.
Dai dati raccolti al calcolo della Classe di Attenzione (Livello 2): pericolosità, vulnerabilità ed esposizione per definire urgenze e pianificare le manutenzioni.
La normativa impone agli enti gestori ispezioni periodiche fin dalla Circolare del 1967. Non ispezionare i ponti significa, per gli enti proprietari, assumersi enormi responsabilità su opere mediamente anziane (60-70 anni di esercizio).
Le ispezioni PROPONTI seguono l’approccio multilivello delle Linee Guida Ponti 2022 e alimentano direttamente il software BMS.
Rilievo diretto di difetti, degrado e caratteristiche geometriche e strutturali.
Documentazione chiara e a norma, archiviata in modo sicuro nel software.
Dalla pericolosità, esposizione e vulnerabilità alla classe di attenzione dell’opera.
I termini sono fissati per legge. Ti aiutiamo ad arrivarci in tempo, dal censimento alla classe di attenzione.
Un’ispezione di ponti e viadotti che non lascia documenti utilizzabili non serve a niente. Quello che resta all’ente al termine del lavoro è un fascicolo che segue esattamente la struttura prevista dalle Linee Guida, ed è la stessa che l’ente dovrà esibire in caso di controllo.
Le schede sono compilate una per ogni elemento strutturale — una per ogni trave di ogni campata, una per ogni pila, una per ogni spalla, una per ogni apparecchio di appoggio — accompagnate da uno schema dell’opera in cui ciascun elemento è identificato da un codice univoco. È quanto chiedono le Istruzioni Operative adottate nel 2025, e non è un dettaglio formale: è ciò che rende un’ispezione confrontabile con quella dell’anno prossimo.
Una per elemento e per materiale — spalle in calcestruzzo, spalle in muratura, travi e traversi, elementi accessori della carreggiata — con il rilievo fotografico associato a ciascun difetto.
Tipologia strutturale, materiali, caratteristiche geo-morfologiche del sito, schemi geometrici, e la sezione dedicata agli elementi critici.
Il rilievo del contesto: instabilità di versante, franco idraulico, riduzioni di sezione dell'alveo per erosione. Sono ciò che alimenta due delle quattro Classi di Attenzione.
L'esito del Livello 2 per ciascuna opera, con la lettura delle criticità che l'hanno determinata: è da lì che nasce l'ordine degli interventi.
La differenza fra un rilievo utile e uno inservibile sta nella disciplina con cui si compila. Ogni difetto elencato in scheda porta un peso G da 1 a 5, e i difetti di peso 5 sono evidenziati perché possono indicare problemi strutturali immediati. Per quelli rilevati si annotano estensione (k1) e intensità (k2), entrambe fra 0,2 e 1,0; sui difetti di gravità 4 e 5 c’è in più la casella PS, da barrare quando il difetto pregiudica la statica dell’opera.
Quando un difetto non c’è, la scheda distingue tre casi: NA se non è applicabile a quel tipo di elemento, NR se non è rilevabile a vista — vegetazione, zone inaccessibili — e NP se è stato cercato e non c’è. Confondere NR con NP è l’errore che rende una scheda inutilizzabile: nel primo caso resta un dubbio aperto, nel secondo si è dichiarato che il difetto non esiste. I nostri ispettori lavorano sulla distinzione, non sulla velocità di compilazione.
Il dettaglio dei campi — i codici dei difetti dell’Allegato C, il peso G, la casella PS, estensione e intensità — sta su come si compila la scheda di difettosità di Livello 1.
La cadenza non la decide il gestore a sentimento: dipende dalla Classe di Attenzione e dal fatto che l’opera fosse o meno già inserita in un sistema di sorveglianza conforme alla Circolare del 1967 — le opere «Tipo 1» — oppure no, le opere «Tipo 2».
| Bassa | Medio-Bassa | Media | Medio-Alta | Alta | |
|---|---|---|---|---|---|
| Opere «Tipo 1» | biennale | 18 mesi | annuale | monitoraggio o semestrale | monitoraggio o semestrale |
| Opere «Tipo 2» | annuale | 9 mesi | semestrale | monitoraggio o trimestrale | monitoraggio o trimestrale |
Frequenze minime delle ispezioni ordinarie, Tabella 7.1 delle Linee Guida. Le ispezioni straordinarie si eseguono quando le ordinarie rilevano criticità evidenti o dopo eventi eccezionali — urti, sismi, alluvioni, frane — e comunque entro 60 giorni da quando ne emerge la necessità. In ogni caso non oltre 5 anni dalla precedente per le classi Bassa e Medio-Bassa, non oltre 2 anni negli altri casi.
Su alcune opere l’ispezione visiva non basta, e le Linee Guida lo dicono espressamente. I ponti in calcestruzzo armato precompresso a cavi post-tesi resi aderenti sono strutture in cui né l’ispezione a vista né le tecniche convenzionali danno un quadro affidabile: la corrosione dell’armatura di precompressione avanza invisibile e intacca la capacità portante. La priorità va ai ponti costruiti negli anni Sessanta e Settanta.
Le stesse ispezioni speciali sono richieste per le opere in aree con evidenza di fenomeni alluvionali, erosivi o franosi — fra cui i ponti che hanno subito un evento alluvionale negli ultimi cinque anni. In questi casi eseguiamo indagini pacometriche, georadar, tomografie ultrasoniche e prove semi-distruttive, e le rendiamo direttamente nel formato delle schede previste dagli allegati.
Se il patrimonio non è ancora censito si parte da prima: il censimento e la mappatura dei ponti sono il presupposto di qualunque ispezione, e per gli enti che gestiscono opere in più regioni c’è la copertura nazionale del servizio.
L’ispezione di Livello 1 fotografa lo stato dell’opera e porta alla Classe di Attenzione, ma ha un prima e un dopo. Il prima è il censimento: senza l’anagrafica dell’opera la scheda di difettosità non ha dove appoggiarsi, e il rilievo diventa un documento sciolto. Il dopo arriva quando la Classe di Attenzione è alta, l’opera cambia uso o subisce un evento: lì non serve un’altra ispezione, serve una valutazione della sicurezza con modello di calcolo e indice di sicurezza.
Le gallerie restano fuori da questo percorso: hanno un decreto proprio, ambiti di rischio propri e quattro tipi di ispezione con cadenze diverse da quelle dei ponti.
Se il servizio va affidato all’esterno, la parte difficile non è trovare chi lo esegue ma scrivere che cosa deve consegnare: requisiti, criteri di scelta ed elaborati stanno su come si affida il servizio di ispezione dei ponti.
Le Linee Guida affidano le attività ispettive a personale di adeguate competenze e specificano che i requisiti saranno definiti con un regolamento emanato previo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. In attesa di quel regolamento, il riferimento di fatto sono i tecnici laureati coordinati da Ispettori di Terzo Livello qualificati.
Una per ogni elemento strutturale identificato: una per ogni trave di ogni campata, una per ogni pila, una per ogni spalla, una per ogni traverso, una per ogni apparecchio di appoggio. Va inoltre rappresentato uno schema dell’opera in cui ciascun elemento porta un codice univoco.
L’ordinaria è visiva e periodica, con la cadenza fissata dalla Classe di Attenzione. La straordinaria si esegue a contatto diretto con la struttura, con prove non distruttive e semi-distruttive, quando l’ordinaria rileva criticità evidenti o dopo eventi eccezionali, e comunque entro 60 giorni da quando ne emerge la necessità.
Sì, come ausilio. Le Linee Guida ammettono droni e mezzi teleguidati purché le immagini siano geolocalizzate, riferibili geometricamente all’elemento indagato e l’estensione del difetto sia misurabile. Non sostituiscono l’esame diretto dove serve il contatto.
Sono indagini approfondite richieste sui ponti in calcestruzzo armato precompresso a cavi post-tesi resi aderenti e sulle opere in aree a rischio idrogeologico. La priorità va ai ponti degli anni Sessanta e Settanta e a quelli con degrado avanzato.
Ogni volta che ispezioni o monitoraggio portano informazioni nuove, e comunque almeno ogni 2 anni per le opere in classe Media e Medio-Alta. Le opere in classe Alta sono soggette a verifiche di Livello 4 e agli interventi che ne conseguono.
Le strade praticate sono cinque, e conviene percorrerne più di una. L’albo fornitori dell’ente, se ha una categoria coerente con i servizi tecnici di ispezione e collaudo. I portali degli appalti, guardando chi ha già eseguito servizi analoghi per altre amministrazioni: è la fonte più affidabile, perché mostra chi il lavoro lo ha fatto davvero e per chi. Gli elenchi degli Ordini professionali provinciali e regionali. Le referenze chieste direttamente ai colleghi di enti che hanno già affidato lo stesso servizio, che nel circuito tecnico circolano più liberamente di quanto ci si aspetti. E, per gli importi che lo consentono, un avviso pubblico di manifestazione di interesse sul sito istituzionale, che ha il vantaggio di lasciare traccia della procedura seguita. Quello che non funziona è cercare per parole generiche come «ispezioni strutturali»: restituisce società di indagini sui materiali, che sono un’altra cosa. Il termine che discrimina è la qualifica delle persone, non l’attività dichiarata dall’impresa. Un operatore adeguato deve poter indicare chi coordinerà l’incarico e con quale qualifica, perché le Linee Guida chiedono che le ispezioni siano coordinate da Ispettori di Terzo Livello qualificati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024.
I requisiti si dividono in tre gruppi, e il secondo è quello che decide la qualità del risultato. Sull’operatore economico: iscrizione alla Camera di Commercio per attività coerenti, polizza di responsabilità civile professionale con massimale proporzionato all’importo, servizi analoghi documentati negli anni precedenti. Sulle persone: le schede e le ispezioni vanno firmate da chi ha i requisiti previsti dalle Linee Guida, e il coordinamento spetta a Ispettori di Terzo Livello qualificati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024. Va chiesto il nominativo del responsabile tecnico dell’incarico, non solo l’organigramma dell’impresa: è la differenza fra sapere chi firmerà e scoprirlo a lavoro iniziato. Sulle attrezzature: disponibilità dei mezzi per l’accesso in quota e sotto l’impalcato, oppure subappalto dichiarato per quella parte. È la voce che incide di più sul prezzo, e tacerla produce offerte non confrontabili. Un requisito che quasi nessuno scrive e che conviene aggiungere: la consegna delle schede nella struttura degli allegati alle Linee Guida e dei dati nella forma prevista per il conferimento all’AINOP. Senza quella clausola l’ente riceve un documento corretto ma da riconvertire, e la riconversione la paga due volte.
Sotto le soglie dell’affidamento diretto per i servizi, disciplinate dall’articolo 50 del D.Lgs. 36/2023, sì. Restano gli adempimenti che rendono l’affidamento legittimo: determinazione a contrarre del dirigente competente, motivazione della scelta del contraente, pubblicazione dell’esito nella sezione Amministrazione Trasparente e acquisizione del CIG, che serve anche per l’affidamento diretto. Le soglie vanno lette nella versione vigente del codice, perché sono state ritoccate più di una volta e un importo memorizzato anni fa è il modo più semplice per sbagliare la procedura. Il punto su cui si scivola non è la soglia ma il frazionamento. Un patrimonio di ponti si presta a essere diviso — per zona, per strada, per gruppi di opere — e ogni divisione fa scendere l’importo sotto la soglia. Frazionare artificialmente un incarico unitario per restare sotto soglia è vietato e sanzionabile, e la valutazione guarda alla sostanza dell’affidamento, non alla forma degli atti. La regola pratica è ricostruire prima l’elenco completo delle opere di competenza e stimare il servizio su quello: se il totale supera la soglia, la procedura è quella prevista per il totale, anche quando l’ente decide poi di eseguire il lavoro in più fasi.
Raccontaci le opere del tuo territorio: valutiamo insieme le tue esigenze e ti prepariamo una proposta su misura.
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