Livello 1

La scheda di difettosità di Livello 1: come si compila

Il Livello 1 è il momento in cui l’opera smette di essere una riga d’archivio e diventa uno stato. Si compila in campo, elemento per elemento, e quello che ci finisce dentro determina la Classe di Attenzione: un difetto non annotato non esiste per il calcolo, e un difetto annotato male lo sposta nella direzione sbagliata.

Che cosa produce

I due documenti che l'ispezione produce

L’ispezione visiva di Livello 1 non produce una relazione: produce due documenti normalizzati per ogni opera. Le schede di difettosità dell’Allegato B, differenziate per tipologia di elemento e per materiale — spalle in calcestruzzo, spalle in muratura, travi e traversi, e una scheda apposita per gli elementi accessori della carreggiata — e la scheda descrittiva di ispezione, che raccoglie le caratteristiche principali rilevate sul posto.

La differenza con una perizia è tutta qui. Una relazione racconta; una scheda normalizzata si confronta, con la stessa opera cinque anni dopo e con le altre opere dello stesso ente. È la ragione per cui il formato non è negoziabile e per cui un rilievo consegnato in forma libera va comunque ritrascritto. Il metodo completo, con i sei livelli e il calcolo della Classe di Attenzione, sta sulle Linee Guida Ponti 2022.

Ambito del rilievo

Che cosa va guardato, e dove si guarda poco

L’ispezione riguarda ogni elemento dell’opera, sopra e sotto: estradosso e intradosso, compresi i vani chiusi come i cassoni e le pile cave. Sono proprio i vani chiusi il punto in cui i rilievi si assomigliano tutti e per la ragione sbagliata — sono scomodi da raggiungere, e un impalcato a cassone ispezionato solo da fuori produce una scheda che sembra completa.

Il Livello 1 fa anche due cose che non sembrano sue e invece lo sono. Verifica l’attendibilità di quanto raccolto al Livello 0: geometrie, materiali e schemi dichiarati in censimento si confermano o si correggono guardando l’opera. E rileva le condizioni geo-morfologiche e idrauliche del sito, che poi pesano sulle componenti di rischio.

I codici

Il codice del difetto e il peso G

Ogni difetto elencato in scheda porta un codice alfanumerico che rimanda alle schede di rilievo e valutazione dell’Allegato C, dove il difetto è descritto con le sue caratteristiche. Non si annota «fessura»: si annota il codice che la identifica, e questo toglie di mezzo l’interpretazione personale.

A ciascun difetto è associato un peso G da 1 a 5, che ne esprime la gravità in relazione all’elemento su cui compare. I difetti di peso 5 sono evidenziati nelle schede perché possono indicare problemi strutturali immediati: non sono un dato statistico, sono un campanello.

La casella PS

La casella PS, e perché è la più delicata

Per i difetti di peso 4 e 5 le schede prevedono la casella PS, da barrare quando il difetto pregiudica la statica dell’opera. È il campo più delicato dell’intera scheda, perché non descrive: giudica.

Le due direzioni dell’errore non sono simmetriche. Barrarla per prudenza su ogni difetto grave svuota il segnale, e alla decima segnalazione nessuno la guarda più. Non barrarla dove serviva è il caso che nessun ente vuole doversi spiegare. È la ragione per cui la firma delle schede è riservata a chi ha i requisiti previsti e il coordinamento spetta a Ispettori di Terzo Livello: qui non si compila un modulo, si assume una posizione.

È anche il campo da cui nasce più spesso una limitazione d’uso: quando la casella viene barrata la decisione non è più rinviabile, e il percorso — atti tecnici, ordinanza, comunicazioni — sta su limitare o chiudere un ponte.

k1 e k2

Estensione e intensità: i due numeri che pesano il difetto

Per ogni difetto rilevato si annotano due coefficienti, entrambi compresi fra 0,2 e 1,0: k1 è l’estensione, cioè quanta parte dell’elemento è interessata; k2 è l’intensità, cioè quanto è grave dove si manifesta. Sono i due numeri che trasformano un difetto presente in un difetto pesato.

Servono a distinguere casi che a parole si direbbero uguali: una lesione capillare su tutta una spalla e una lesione profonda su mezzo metro sono lo stesso codice di difetto con due combinazioni di k1 e k2 opposte, e portano l’opera in due direzioni diverse. È anche il motivo per cui una fotografia senza i due coefficienti non basta: documenta l’esistenza, non la misura.

CampoChe cosa diceIntervallo
Peso GGravità del difetto in relazione all’elemento1-5
Casella PSIl difetto pregiudica la statica dell’operasolo per G 4 e 5
k1 · estensioneQuanta parte dell’elemento è interessata0,2-1,0
k2 · intensitàQuanto è grave dove si manifesta0,2-1,0

I parametri di rilievo G, k1 e k2 sono quelli del DM 204/2022. Il conto che li trasforma in indice di degrado è descritto nelle Linee Guida.

NA, NR, NP

Le tre sigle che non vanno confuse

Accanto ai difetti, le schede prevedono tre annotazioni che sembrano equivalenti e non lo sono. NA segnala che il difetto non è applicabile a quell’elemento: la scheda lo elenca ma su quella tipologia non può manifestarsi. NR segnala che il difetto non è stato rilevato: l’ispettore ha guardato e non c’era. NP segnala che l’elemento non è stato ispezionato, perché non accessibile.

La differenza fra NR e NP è quella che conta, e a distanza di anni è l’unica cosa che permette di sapere se un’opera è sana o solo non guardata. Una scheda piena di NP non è una scheda incompleta da nascondere: è un’informazione, e dice all’ente che per quella parte dell’opera serve un accesso diverso.

Il 2025

Che cosa cambia con le Istruzioni Operative

Il Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 413 del 5 novembre 2025 adotta le Istruzioni Operative predisposte con ANSFISA nella revisione del 4 agosto 2025, e aggiorna le schede del Livello 1: la scheda descrittiva di ispezione v2.0, le schede di ispezione per i fenomeni di frana e per i fenomeni idraulici v2.0 e le schede di valutazione dei difetti.

Non sostituiscono le Linee Guida: vi si innestano dentro. Le attività già svolte con le schede precedenti restano valide, e il dettaglio delle 127 istruzioni sta sulla pagina delle Istruzioni Operative ANSFISA. Chi imposta oggi un rilievo lavora sulle schede aggiornate; chi ha rilievi del 2023 non li rifà.

Prima e dopo

Che cosa viene prima e che cosa viene dopo

Prima c’è il censimento: senza l’anagrafica dell’opera le schede non hanno dove appoggiarsi. Come si compila la scheda dell’Allegato A, gruppo per gruppo, sta su la scheda di censimento di Livello 0.

Dopo c’è il Livello 2, che non è un altro sopralluogo: è l’attribuzione della Classe di Attenzione a partire da quello che le schede contengono. E per alcune opere c’è una strada laterale — i ponti in calcestruzzo armato precompresso a cavi post-tesi, dove il degrado non si vede dall’esterno e serve la scheda di ispezione speciale dell’Allegato D.

Il rilievo in campo, con le squadre e gli Ispettori di Terzo Livello, è il servizio di ispezione dei ponti; le schede compilate vivono poi nel software BMS per censimento, ispezioni e classe di attenzione, che è dove si confrontano nel tempo.

FAQ

Domande frequenti sulle schede di difettosità

Una per ogni elemento strutturale, non una per opera. Le schede dell’Allegato B sono differenziate per tipologia di elemento e materiale — spalle in calcestruzzo, spalle in muratura, travi e traversi — e a queste si aggiunge la scheda per gli elementi accessori della carreggiata. Su un ponte a più campate il numero di schede cresce con gli elementi, ed è il motivo per cui il rilievo si programma per elemento e non per opera.

È la casella prevista per i difetti di peso 4 e 5, da barrare quando il difetto pregiudica la statica dell’opera. È il campo più delicato della scheda perché non descrive ma giudica: barrarla per prudenza ovunque svuota il segnale, non barrarla dove serviva è il caso che nessun ente vuole doversi spiegare.

k1 è l’estensione del difetto, cioè quanta parte dell’elemento è interessata; k2 è l’intensità, cioè quanto è grave dove si manifesta. Entrambi vanno da 0,2 a 1,0. Servono a distinguere una lesione capillare diffusa da una lesione profonda localizzata: stesso codice di difetto, due combinazioni opposte, due esiti diversi.

NA vuol dire che il difetto non è applicabile a quell’elemento; NR che è stato cercato e non rilevato; NP che l’elemento non è stato ispezionato perché non accessibile. La differenza fra NR e NP è quella che conta: a distanza di anni è l’unica cosa che dice se un’opera è sana o solo non guardata.

Chi ha i requisiti previsti dalle Linee Guida, con il coordinamento affidato a Ispettori di Terzo Livello qualificati secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024. Non è un adempimento formale: sulla casella PS e sui coefficienti si assume una posizione tecnica che resta agli atti dell’ente.

No. Le Istruzioni Operative adottate con il Decreto 413/2025 aggiornano le schede — la descrittiva di ispezione v2.0 e le schede per frane e fenomeni idraulici — ma non sostituiscono le Linee Guida e non annullano le attività già svolte. Chi imposta un rilievo oggi lavora sulle schede aggiornate.

No. Il drone documenta superfici difficili da raggiungere ed è utile in ricognizione, ma il Livello 1 richiede l’ispezione visiva diretta di ogni elemento, compresi i vani chiusi come cassoni e pile cave. Una scheda compilata solo su immagini da drone non copre quello che la norma chiede.

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