Livello 0

La scheda di censimento di Livello 0: come si compila

È il primo adempimento e quello su cui si sbaglia di più, perché sembra burocrazia e invece è la base su cui poggia tutto il resto: senza l’identificazione dell’opera le schede di difettosità non hanno dove appoggiarsi e la Classe di Attenzione non si può attribuire. Questa pagina segue la scheda dell’Allegato A gruppo per gruppo.

A che serve

Che cosa è il Livello 0, e che cosa non è

Il censimento è la fotografia di che cosa è l’opera: dove sta, com’è fatta, di chi è la competenza, che documentazione esiste. Non dice in che stato si trova — quello lo stabilisce l’ispezione visiva di Livello 1 — e non dice se regge, che è materia di verifica secondo le Norme Tecniche.

Rientrano le opere con luce complessiva superiore a 6,0 metri, e il gestore che deve censirle è individuato dagli articoli 14 e 25 del Codice della Strada: attenzione ai cavalcavia, dove l’ente che gestisce la strada scavalcata e quello che gestisce l’opera possono essere due soggetti diversi. Il quadro completo sta sulle Linee Guida Ponti 2022.

I gruppi

I gruppi di dati della scheda

Identificazione

Denominazione dell'opera, ente gestore, strada e progressiva, comune e provincia. È la parte che sembra banale e che genera più opere duplicate: la stessa opera censita due volte con due nomi diversi.

Localizzazione

Le coordinate, che è il campo tecnicamente più delicato dell'intera scheda: vanno espresse nel sistema di riferimento nazionale ETRF2000, adottato con il DPCM del 10 novembre 2011.

Dati geometrici

Luce complessiva e delle singole campate, numero di campate, larghezza dell'impalcato, altezza sul piano campagna o sul pelo libero. Sono i numeri che decidono se l'opera rientra nell'ambito e come si programma l'accesso.

Dati strutturali

Tipologia dell'opera e schema statico, materiali di impalcato, pile e spalle, tipo di fondazione dove noto, apparecchi di appoggio e giunti.

Contesto

Corso d'acqua o infrastruttura scavalcata, zona sismica, condizioni idrauliche e geologiche del sito: alimentano le componenti di rischio che poi concorrono alla Classe di Attenzione.

Documentazione ed esercizio

Epoca di costruzione, progetti e collaudi disponibili, interventi eseguiti, traffico e limitazioni in essere. È il gruppo dove il livello di conoscenza dell'opera si dichiara per quello che è.

Coordinate

Le coordinate: il campo su cui si sbaglia di più

Il sistema di riferimento nazionale è ETRF2000, adottato con il DPCM del 10 novembre 2011. È il punto in cui i censimenti fatti in fretta si rompono, perché le coordinate arrivano da fonti diverse — un rilievo GPS di campo, un estratto catastale, un punto preso su una mappa online — e ciascuna può essere in un sistema diverso.

Il risultato non è un errore visibile: è un’opera che finisce a qualche decina di metri dalla sua posizione reale, abbastanza per non farsi trovare quando qualcuno ci torna, e abbastanza per non corrispondere quando i dati vengono confrontati con un’altra banca dati. Va dichiarato il sistema di provenienza e convertito una volta sola, all’ingresso.

AINOP

La coerenza con quello che l'archivio nazionale si aspetta

Il censimento non finisce nella scheda: i dati confluiscono nell’archivio nazionale delle opere pubbliche, dove ogni opera vive sotto un codice identificativo univoco. Se la scheda è stata compilata pensando solo al documento cartaceo, il conferimento diventa un secondo lavoro di ribattitura.

Conviene quindi compilare guardando fin dall’inizio ai dati che l’archivio richiede, e tenere l’identificativo dell’opera come chiave stabile: è quello che permette, anni dopo, di dire con certezza che l’ispezione del 2024 e quella del 2027 riguardano la stessa opera.

Errori

Gli errori che costano di più

L'erroreChe cosa provoca
Opere duplicateLa stessa opera censita due volte con denominazioni diverse: due storie separate, due classificazioni, e nessuna delle due completa.
Opere mancantiPasserelle, sottopassi e piccoli manufatti dimenticati perché «non sono ponti». L'ambito lo decide la luce complessiva, non il nome dell'opera.
Competenza sbagliataIl cavalcavia attribuito all'ente della strada scavalcata invece che a quello che gestisce l'opera, o viceversa. Si scopre quando serve firmare.
Coordinate in un altro sistemaL'opera si posiziona lontano da dove è davvero, e i dati non corrispondono quando vengono confrontati con altre banche dati.
Livello di conoscenza gonfiatoDichiarare una documentazione che non c'è rende il censimento inutile proprio dove servirebbe: nella valutazione successiva.

Sono tutti errori che si correggono in fretta se trovati subito e che costano un censimento intero se trovati dopo la classificazione.

Chi

Chi compila la scheda, in pratica

La responsabilità è dell’ente gestore. Nella pratica il censimento lo eseguono quasi sempre tecnici incaricati, perché richiede sopralluogo, lettura degli archivi e conoscenza della struttura della scheda. Su questo si affida un servizio come su qualunque altro: come si affida il servizio di ispezione dei ponti vale anche per il censimento, con la differenza che qui il lavoro d’archivio pesa quanto il sopralluogo.

PROPONTI lo esegue con il servizio di mappatura e censimento, e restituisce le schede già nella forma prevista.

FAQ

Domande frequenti

Le opere con luce complessiva superiore a 6,0 metri di competenza dell’ente gestore, individuato dagli articoli 14 e 25 del Codice della Strada. Rientrano anche passerelle, sottopassi e piccoli manufatti che spesso vengono dimenticati perché non si chiamano ponti: l’ambito lo decide la luce, non il nome.

Nel sistema di riferimento nazionale ETRF2000, adottato con il DPCM del 10 novembre 2011. È il campo su cui si sbaglia di più, perché le coordinate arrivano da fonti diverse: va dichiarato il sistema di provenienza e convertito una volta sola, all’ingresso.

No. Il Livello 0 dice che cosa è l’opera: dove sta, com’è fatta, di chi è la competenza. Lo stato si rileva con l’ispezione visiva di Livello 1 e la sicurezza si verifica secondo le Norme Tecniche. Sono tre domande diverse e nessuna risponde al posto delle altre.

La responsabilità è dell’ente gestore. L’esecuzione si affida quasi sempre a tecnici incaricati, perché servono sopralluogo, lettura degli archivi e conoscenza della struttura della scheda: il lavoro d’archivio pesa quanto quello in campo.

Si creano due storie separate per la stessa opera, con due classificazioni distinte e nessuna delle due completa. È l’errore più frequente e nasce quasi sempre dalla denominazione: la stessa opera chiamata in due modi diversi in due archivi diversi.

Sì. I dati anagrafici cambiano meno di quelli di stato, ma cambiano: interventi eseguiti, limitazioni introdotte, documentazione ritrovata, passaggi di competenza. Un censimento congelato al giorno della consegna smette di essere utile nel giro di pochi anni.

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