Guida Pratica · Degrado del Calcestruzzo

Degrado del calcestruzzo nei ponti: cause e segnali

Il calcestruzzo è il materiale più diffuso nei ponti italiani, ma è soggetto a fenomeni di degrado che, se trascurati, compromettono la sicurezza dell’opera. Riconoscerne cause e segnali è il primo passo per una manutenzione efficace.

I fenomeni descritti qui sotto non sono difetti estetici: sono i meccanismi che riducono la sezione resistente delle armature e la capacità portante dell’opera. Il punto non è accorgersene quando il copriferro cade, ma registrarli in modo confrontabile nel tempo.

Linee Guida Ponti 2022
Ispezione Livello 1
Classe di Attenzione

Le cause principali

1

Carbonatazione

L'anidride carbonica penetra nel calcestruzzo e riduce la protezione delle armature, favorendo la corrosione.

2

Attacco da cloruri

Sali disgelanti e ambienti marini innescano la corrosione dei ferri.

3

Cicli di gelo-disgelo

L'acqua che gela nei pori genera micro-fessurazioni e distacchi.

4

Dilavamento e infiltrazioni

Acqua e giunti ammalorati accelerano il deterioramento.

I segnali da riconoscere

Fessurazioni

Diffuse o localizzate sulla superficie dell'opera.

Distacchi di copriferro

Spalling e calcestruzzo ammalorato in corrispondenza delle armature.

Armature esposte

Ferri a vista e ossidati.

Macchie di ruggine

Efflorescenze superficiali e colature.

Impatto sulla Classe di Attenzione

Questi difetti vengono registrati nelle schede di ispezione di Livello 1 e concorrono a determinare la Classe di Attenzione dell’opera secondo le Linee Guida Ponti 2022.

Come si misura un difetto

Riconoscere un difetto non basta: le Linee Guida chiedono di quantificarlo, perché è da lì che nasce il livello di difettosità che alimenta la Classe di Attenzione. Ogni difetto elencato nelle schede porta un peso G da 1 a 5: i difetti di peso 5 sono evidenziati sulla scheda perché possono indicare problemi strutturali immediati.

Per i difetti effettivamente rilevati si annotano due coefficienti, entrambi fra 0,2 e 1,0: k1 per l’estensione — quanta parte dell’elemento è interessata — e k2 per l’intensità, cioè quanto il fenomeno è avanzato. Sui difetti di gravità 4 e 5 esiste in più la casella PS, da barrare quando quel difetto pregiudica la statica dell’opera.

Quando invece il difetto non c’è, la scheda distingue tre casi diversi e non è un formalismo: NA se non è applicabile a quel tipo di elemento, NR se non è rilevabile a vista — vegetazione, zone non accessibili — e NP se è stato cercato e non c’è. Confondere NR con NP è l’errore che rende una scheda inservibile: nel primo caso resta un dubbio aperto, nel secondo si è affermato che il difetto non esiste.

Le prove che confermano il sospetto

L’ispezione visiva fotografa, non diagnostica. Le Linee Guida raccomandano già durante le ispezioni ordinarie alcune prove semplici e non distruttive, e ne prescrivono di più approfondite quando il quadro peggiora.

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