AINOP · Deposito

Deposito dei progetti sull'AINOP, autorizzazione sismica e Genio Civile

L’AINOP è nato come archivio delle opere esistenti, ma da qualche anno è anche il canale attraverso cui passa il deposito dei progetti strutturali delle opere pubbliche. È la parte che ha cambiato il lavoro quotidiano delle stazioni appaltanti, ed è anche quella su cui circolano più informazioni vecchie.

Il cambio

Che cosa è cambiato dal 1° luglio 2023

Con il Codice dei Contratti Pubblici, per le opere pubbliche le cui procedure di affidamento partono dal 1° luglio 2023, l’esito positivo della verifica del progetto assolve tutti gli obblighi di deposito e di autorizzazione previsti per le costruzioni in zona sismica, oltre alla denuncia dei lavori all’ufficio del Genio Civile.

Detto in termini operativi: dove prima c’erano tre passaggi separati — deposito sismico, autorizzazione, denuncia allo sportello — per le opere che seguono questo percorso ne resta uno. È un alleggerimento reale, ma va letto per quello che è: vale per le opere pubbliche verificate, non in generale, e non cancella il quadro ordinario per tutto ciò che sta fuori da quel perimetro.

Come si deposita

Dove finiscono i progetti, e in che forma

I progetti, corredati dell’attestazione di avvenuta verifica positiva, si depositano con modalità telematica interoperabile presso l’AINOP. Non è un invio via posta elettronica né un caricamento generico di file: è un deposito strutturato, che aggancia i documenti all’opera.

Da lì il fascicolo dell’opera si costruisce nel tempo — progetto, varianti, collaudo — e resta agganciato al codice identificativo dell’opera. È il punto in cui l’archivio smette di essere un adempimento e comincia a servire: fra dieci anni, chi dovrà valutare quella struttura troverà il progetto senza cercarlo in un faldone.

Progetti strutturali

Depositati in via telematica dopo la verifica positiva, non più allo sportello.

Autorizzazione sismica

Assolta dall’esito positivo della verifica, per le opere pubbliche che seguono questo percorso.

Denuncia dei lavori al Genio Civile

Superata dallo stesso passaggio, per le stesse opere. Fuori da quel perimetro resta il quadro ordinario.

Collaudo

Chiude il fascicolo dell’opera e resta agganciato al codice identificativo.

Il Genio Civile

Il Genio Civile serve ancora?

È la domanda che arriva più spesso, e la risposta breve è: dipende dall’opera, non dall’ufficio. Per le opere pubbliche che seguono il percorso della verifica il passaggio separato è stato superato, e non c’è un secondo deposito da fare allo sportello. Per tutto ciò che non rientra in quel perimetro — e sono molte cose, a partire dall’edilizia privata — il quadro ordinario resta quello di prima.

L’errore da evitare è il ragionamento inverso: dare per superato l’obbligo perché «adesso si fa tutto sull’AINOP». Prima di impostare la pratica va stabilito se l’opera rientra o no, perché è quella qualificazione a decidere il percorso, non lo strumento informatico.

PNRR

Le opere finanziate dal PNRR non hanno deroghe

Non esiste alcuna deroga: un’opera finanziata con fondi del Piano segue gli stessi obblighi di censimento e di deposito delle altre. Anzi, il codice identificativo dell’opera viene spesso richiesto proprio in fase di rendicontazione, e a quel punto la mancanza si scopre nel momento peggiore.

Il modo di non trovarsi lì è banale e quasi sempre disatteso: il censimento e l’ottenimento del codice si fanno all’inizio del procedimento, non alla fine dei lavori.

Il resto

Dove trovare il resto del percorso

Il quadro generale dell’archivio — che cosa raccoglie, quali dati si trasmettono e per quale livello — sta sulla pagina dell’AINOP. Per depositare qualcosa però serve prima un profilo attivo: come si accredita l’ente e chi va nominato sta su accreditamento al portale AINOP. E l’identificativo a cui tutto resta agganciato è il codice IOP.

FAQ

Domande frequenti sul deposito dei progetti

Per le opere pubbliche le cui procedure di affidamento partono da quella data, l’esito positivo della verifica del progetto assolve tutti gli obblighi di deposito e autorizzazione per le costruzioni in zona sismica, oltre alla denuncia dei lavori al Genio Civile. Dove prima c’erano tre passaggi separati, per queste opere ne resta uno.

Con modalità telematica interoperabile, allegando l’attestazione di avvenuta verifica positiva. Non è un invio via posta elettronica né un caricamento generico: è un deposito strutturato che aggancia i documenti all’opera, e da lì il fascicolo si costruisce nel tempo con varianti e collaudo.

Per le opere pubbliche che seguono il percorso della verifica il passaggio separato è stato superato. Per tutto ciò che non rientra in quel perimetro il quadro ordinario resta quello di prima: la qualificazione dell’opera decide il percorso, non lo strumento informatico.

No. Seguono gli stessi obblighi di censimento e deposito delle altre, e il codice identificativo dell’opera viene spesso richiesto proprio in fase di rendicontazione. Conviene ottenerlo all’inizio del procedimento e non alla fine dei lavori.

Serve un profilo attivo sul portale: l’ente deve essere accreditato e gli operatori abilitati dal responsabile AINOP designato. Senza accreditamento non si deposita, ed è il passaggio che conviene sistemare prima di averne bisogno.

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