Normativa · AINOP

AINOP: l'Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche

Che cos’è l’AINOP, come funziona, come ci si accredita al portale e che cosa deve trasmettere un ente gestore: il codice IOP, i dati di censimento e ispezione dei ponti e il deposito dei progetti delle opere pubbliche.

A cosa serve

Censimento nazionale e codice IOP

AINOP costituisce il riferimento nazionale per il censimento delle opere. Un software di gestione ponti con caricamento AINOP ben strutturato, come il BMS di PROPONTI, facilita la raccolta e l’organizzazione dei dati richiesti dagli adempimenti.

Obbligo

Perché il caricamento su AINOP è obbligatorio

L’AINOP nasce con il decreto legge «Genova» (DL 109/2018) e raccoglie i dati identificativi e tecnici delle opere pubbliche italiane. Per l’ente gestore non è un catasto da consultare: è un adempimento.

L’applicazione delle Linee Guida adottate con il DM 204/2022 non si esaurisce con le verifiche in campo. Finché i risultati non sono trasmessi e validati sulla piattaforma ministeriale, l’ente non può dimostrare di aver adempiuto: il caricamento mancato o tardivo resta agli atti come inadempienza amministrativa.

Ogni opera registrata riceve un codice IOP (Identificativo Opera Pubblica), univoco su scala nazionale, che l’accompagna per tutto il ciclo di vita e a cui restano legati progetti, interventi di manutenzione e storico delle ispezioni.

Dati

Quali dati richiede l'AINOP

Il flusso verso il Ministero segue la logica multilivello delle Linee Guida e si divide in due conferimenti.

Anagrafici e geometrici (Livello 0). Localizzazione con coordinate, viabilità interferita, materiali costruttivi prevalenti — calcestruzzo, acciaio, muratura, legno — e dimensioni dell’opera: campate, luci, carreggiate.

Strutturali e difettologici (Livello 1 e successivi). Esiti delle ispezioni: indice di degrado, parametri difettologici G, K1 e K2, esito del calcolo della Classe di Attenzione, report fotografici e documentali firmati dai tecnici incaricati.

LivelloChe cosa si trasmetteQuando
Livello 0 · CensimentoLocalizzazione, tipologia strutturale, geometria, materiali, gestoreAll'inserimento dell'opera, per ottenere il codice IOP
Livello 1 · IspezioneSchede dei difetti con i parametri G, K1 e K2 e la documentazione fotograficaA ogni ispezione visiva, almeno una volta l'anno
Livello 2 · Classe di AttenzioneEsito del calcolo e classe complessiva dell'operaA ogni aggiornamento della classe

Il conferimento segue la logica multilivello delle Linee Guida: senza il Livello 0 l'opera non esiste per l'archivio e non riceve il codice IOP.

Dove ci si blocca

Tracciati record e inserimento manuale

Le finalità dell’archivio sono chiare; il problema è la forma. L’immissione avviene con tracciati record standardizzati e la validazione ministeriale è rigida.

Un errore formale scarta il pacchetto. Un campo fuori formato o un numero scritto male può far respingere l’intero invio.

Il tempo. Ricopiare i dati dai referti o dai fogli di calcolo dentro i layout dell’AINOP costa ore-uomo che un ufficio tecnico raramente ha.

Lo storico. La piattaforma vuole l’aggiornamento nel tempo: gestire a mano la stratificazione delle ispezioni porta al disallineamento fra ciò che è in archivio e ciò che è stato fatto sull’opera.

Errori formali

Un campo fuori formato fa respingere l'intero pacchetto in validazione.

Ore di inserimento

Ricopiare i referti nei layout dell'archivio costa tempo che l'ufficio non ha.

Storico da mantenere

L'archivio vuole l'aggiornamento nel tempo, non una fotografia isolata.

Disallineamento

Quando i dati caricati non corrispondono a quelli reali, l'adempimento non regge.

Come si automatizza

Due strade per il caricamento

Esportazione tabellare. Per chi vuole tenere il controllo dell’invio finale, il software genera i file Excel o CSV già formattati sulla struttura record richiesta: si azzerano gli errori di digitazione e gli scarti che ne seguono.

Sincronizzazione diretta. È il grado massimo di automazione: il BMS si interfaccia via API ai server del Ministero. Chiusa l’istruttoria interna, si conferma la trasmissione e schede, calcolo della Classe di Attenzione e allegati partono verso il profilo dell’ente.

Gli enti che affidano a PROPONTI anche le ispezioni in campo non toccano l’AINOP: il caricamento iniziale per il rilascio dell’IOP e i successivi aggiornamenti li gestisce il nostro back-office.

Codice IOP

Il codice infrastruttura AINOP

Ogni opera registrata riceve un codice IOP, l’Identificativo Opera Pubblica: una targa nazionale univoca che accompagna l’infrastruttura per tutto il ciclo di vita, e che nelle ricerche viene chiamata anche codice infrastruttura AINOP. Al codice restano agganciati progetti, interventi, collaudi e storico delle ispezioni. Senza il censimento di Livello 0 non viene rilasciato, e finché non c’è il codice l’opera per l’archivio non esiste.

Come si ottiene, a che cosa resta agganciato e perché conviene usarlo come chiave anche nell’archivio interno dell’ente sta sulla pagina dedicata al codice IOP, negli approfondimenti in fondo.

Accesso

Portale AINOP: registrazione e accreditamento

La piattaforma è raggiungibile dal portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma non è ad accesso libero: opera per profili, e ogni ente gestore deve essere accreditato prima di poter inserire o aggiornare qualcosa. La richiesta si presenta via posta elettronica certificata indicando il responsabile AINOP designato e le tipologie di infrastruttura per cui si chiede l’abilitazione.

La procedura per esteso, chi conviene nominare, dove sta il manuale operativo e quali sono i canali di assistenza ufficiali stanno sulla pagina dedicata all’accreditamento, negli approfondimenti in fondo.

Deposito progetti

Deposito dei progetti, autorizzazione sismica e Genio Civile

Accanto al censimento delle opere esistenti, l’AINOP è oggi il canale attraverso cui passa il deposito dei progetti strutturali delle opere pubbliche. Per le opere le cui procedure di affidamento partono dal 1° luglio 2023, l’esito positivo della verifica del progetto assolve gli obblighi di deposito e autorizzazione in zona sismica e la denuncia dei lavori al Genio Civile.

Che cosa è cambiato, come si deposita, quando il Genio Civile serve ancora e perché le opere finanziate dal PNRR non hanno deroghe stanno sulla pagina dedicata al deposito, negli approfondimenti in fondo.

Approfondimenti

Le altre pagine sull'adempimento

L’AINOP è il punto di arrivo di un percorso che comincia dal censimento e passa dalle ispezioni. Queste sono le pagine che raccontano gli altri pezzi, e le tre che entrano nel dettaglio degli adempimenti sull’archivio. L’archivio nazionale però non sostituisce il registro che l’ente tiene per sé: che cosa contiene, come si costruisce e che rapporto ha con l’AINOP sta su il catasto dei ponti.

FAQ

Domande frequenti sull'AINOP

L’AINOP è l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche, istituito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per censire e monitorare lo stato delle opere pubbliche italiane, ponti e viadotti compresi. Ogni opera riceve un codice univoco, l’IOP.

L’accesso è riservato ai referenti dell’ente gestore, tipicamente il sindaco o il dirigente dell’ufficio tecnico. Ci si accredita sul portale del Ministero con SPID, CIE o CNS e si registra il profilo dell’ente.

Ogni variazione dello stato dell’opera va comunicata. Schede difettologiche e Classe di Attenzione seguono la stessa cadenza prescritta per le ispezioni visive ordinarie, quindi almeno annuale.

Sì, ed è anzi il percorso corretto: si parte dal censimento di Livello 0 per ottenere il codice IOP, e i dati difettologici dei Livelli 1 e 2 si aggiungono nelle fasi successive.

L’AINOP è l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche, istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per censire e monitorare le opere pubbliche italiane, ponti e viadotti compresi. A ogni opera assegna un codice univoco, l’IOP.

Funziona per profili: l’ente gestore si accredita, registra le proprie opere e trasmette nel tempo i dati di censimento, ispezione e classificazione. Ogni opera riceve il codice IOP e a quel codice si agganciano progetti, interventi, collaudi e storico ispettivo.

Sì. Il caricamento dei dati non è una facoltà dell’ente: finché le informazioni non sono trasmesse e validate sull’archivio, l’ente non è in grado di dimostrare di aver adempiuto agli obblighi di censimento e ispezione.

È il codice IOP, l’Identificativo Opera Pubblica: un identificativo univoco nazionale assegnato a ogni opera registrata, che la accompagna per tutto il ciclo di vita e tiene insieme i dati prodotti in momenti diversi.

Il responsabile della struttura invia una richiesta via PEC a ainop@pec.mit.gov.it indicando il responsabile AINOP designato, il codice fiscale, l’indirizzo di posta, i dati dell’ente e le tipologie di infrastruttura per cui si chiede l’abilitazione.

I progetti delle opere pubbliche, corredati dell’attestazione di verifica positiva, si depositano con modalità telematica interoperabile presso l’archivio. Vale per le procedure di affidamento avviate dal 1° luglio 2023.

Per le opere pubbliche che seguono la verifica del progetto, no: l’esito positivo della verifica assolve gli obblighi di deposito, di autorizzazione sismica e di denuncia dei lavori all’ufficio del Genio Civile. Fuori da quel perimetro resta il quadro ordinario.

È pubblicato sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme alla modulistica di accreditamento. Descrive profili, sezioni dell’archivio e tracciati record con cui vanno preparati i dati.

Il canale ufficiale per accreditamento e problemi di profilo è la PEC ainop@pec.mit.gov.it; il supporto tecnico passa dal portale del Ministero. I recapiti telefonici che circolano online non sono riferimenti ufficiali.

Sì, senza deroghe: seguono gli stessi obblighi di censimento e deposito delle altre opere pubbliche, e il codice IOP viene spesso richiesto in fase di rendicontazione.

Il Ministero non pubblica un numero verde dedicato all’AINOP. I contatti telefonici che circolano online non sono riferimenti ufficiali: per l’accreditamento e per i problemi di profilo il canale è la PEC ainop@pec.mit.gov.it, mentre il supporto tecnico passa dal portale.

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