Novembre e dicembre 2021 · la montagna
Le prime settimane sulle strade di montagna, lungo la SP 15, la SP 59, la SP 9 e la SP 57. Alla data del comunicato risultavano visionati 120 manufatti.
La Provincia di Reggio Emilia ha in competenza 630 fra ponti, viadotti e manufatti di scavalco. Dal novembre 2021 il censimento e l’ispezione delle 250 strutture principali sono affidati a PROPONTI, cominciando dai ponti del territorio montano. Questa pagina racconta come è stato impostato quel lavoro, con i numeri resi pubblici dalla Provincia.
Le 630 opere non sono una famiglia sola. Ci sono strutture in muratura ad arco risalenti agli anni Cinquanta e strutture in calcestruzzo armato dagli anni Sessanta in poi; ci sono manufatti di dimensioni contenute lungo le strade di montagna — la SP 15 e la SP 9 — e opere di luce ben maggiore sul Po e sul Secchia.
È una differenza che pesa sul metodo prima ancora che sul costo. L’età e il materiale cambiano i difetti che ci si aspetta di trovare; la dimensione e la posizione cambiano il modo in cui si arriva a vederli. Un patrimonio così non si ispeziona con un unico protocollo ripetuto 630 volte, e nemmeno si programma guardando l’elenco in ordine alfabetico.
Sullo sfondo c’è il vincolo che riguarda tutte le Province italiane: non dispongono di entrate tributarie dirette, e i trasferimenti sono stati ridotti a lungo. Le risorse per la manutenzione sono tornate solo negli ultimi anni, ed è una delle ragioni per cui l’ordine con cui si spende conta quanto la somma disponibile.
Il primo affidamento riguarda 250 opere su 630, e l’ordine non è stato lasciato al caso: le prime settimane sono state dedicate ai ponti del territorio montano — SP 15, SP 59, SP 9 e SP 57 — per evitare il maltempo invernale, rimandando alla stagione successiva la fascia pedemontana e la Bassa. È un criterio operativo, non teorico: in montagna d’inverno non si ispeziona, e un programma che lo ignora si ferma da solo a gennaio.
Vale la pena dirlo perché è la domanda che quasi ogni ente si fa quando guarda il proprio elenco e il proprio bilancio: si può cominciare da una parte? Le Linee Guida rispondono di sì — i livelli non vanno applicati in sequenza rigida su tutto il patrimonio — e qui la risposta ha una Provincia dietro. Il ragionamento per esteso, con i criteri di priorità e il limite del frazionamento artificioso, sta sulla guida sull’affidamento parziale delle ispezioni.
Le prime settimane sulle strade di montagna, lungo la SP 15, la SP 59, la SP 9 e la SP 57. Alla data del comunicato risultavano visionati 120 manufatti.
Il programma dichiarato dalla Provincia prevedeva di estendere le ispezioni alle strutture della fascia pedemontana e della Bassa nei mesi seguenti.
Un’ispezione visiva di Livello 1 chiede una cosa sola, ed è la più difficile da garantire: vedere davvero l’elemento. Un impalcato che si guarda da terra e un intradosso a venti metri sopra un corso d’acqua non sono lo stesso servizio, e su un patrimonio vario come questo l’accessibilità cambia da opera a opera. È la voce che fa variare il costo più di ogni altra, ed è il motivo per cui in un capitolato serio va dichiarata invece che scoperta in corso d’opera.
Per gli impalcati e gli appoggi che non si raggiungono da terra, dove l’esame ravvicinato non è sostituibile con una fotografia da lontano.
Per le superfici alte ed estese, dove il volo riduce i tempi e permette di documentare porzioni altrimenti fuori portata.
Tecnici con addestramento all’accesso su fune, per le parti che né la piattaforma né il drone raggiungono in condizioni utili.
Sensoristica installata dove l’osservazione periodica non basta e serve seguire un fenomeno nel tempo.
La regola dietro la scelta dei mezzi è sempre la stessa: il metodo lo detta l’opera, non il listino. Come è organizzato il servizio, chi firma le schede e che cosa viene consegnato all’ente è descritto sulla pagina del servizio di ispezione dei ponti.
Il prodotto del lavoro non è un faldone di relazioni: è un archivio digitale aggiornato delle caratteristiche e delle condizioni di ogni struttura, dentro il quale l’ente continua a lavorare dopo che gli ispettori se ne sono andati. Da lì si calcolano le classi di attenzione previste dalle Linee Guida, si pianificano le ispezioni successive con un sistema di scadenze e notifiche, si gestiscono le richieste di trasporto eccezionale e si tiene la documentazione consultabile senza cercarla negli archivi cartacei.
È la differenza fra dire che un adempimento è stato assolto e poterlo dimostrare a distanza di anni, con la data, l’autore e la fotografia riferita al difetto. Le funzioni stanno per esteso sulla pagina del software BMS per censimento, ispezioni e classe di attenzione.
Con il decreto interministeriale MIT-MEF del 7 maggio 2021 alla Provincia di Reggio Emilia sono stati assegnati 12,7 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’ispezione di ponti e viadotti. Una somma del genere non si spende bene senza sapere, prima, in che stato sono le opere: è il censimento a rendere difendibile l’ordine degli interventi, ed è il livello di gran lunga meno costoso dell’intero percorso.
Da dove nascono le risorse per attività di questo tipo, che cosa rende finanziabile una richiesta e quale fascicolo conviene tenere pronto è raccolto nella guida sui finanziamenti per la messa in sicurezza dei ponti.
Il lavoro è partito sotto le Linee Guida emanate nel 2020, quelle che per prime hanno imposto agli enti gestori il censimento e l’ispezione secondo un approccio multilivello, con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale. Da allora il quadro si è assestato: il riferimento oggi è il DM 204/2022, con le Istruzioni Operative ANSFISA del 2025 e il Decreto 413 del novembre 2025.
Quello che non è cambiato è l’impianto: censimento di Livello 0, ispezione visiva di Livello 1, attribuzione della Classe di Attenzione al Livello 2. Un censimento fatto bene nel 2021 resta la base su cui si lavora oggi — cambia la scheda, non l’opera. Il testo vigente, allegato per allegato, sta sulle Linee Guida Ponti 2022.
La fonte dei numeri. 630 opere, 250 strutture affidate, 120 manufatti visionati, 12,7 milioni assegnati e le dichiarazioni riportate qui sopra vengono dal comunicato stampa pubblicato dalla Provincia di Reggio Emilia il 10 dicembre 2021, che si legge per intero sul sito dell’ente: Droni, arrampicatori e software per controllare i ponti. Sono i dati a quella data, e non sono stati aggiornati in questa pagina.
Il patrimonio di competenza è di 630 fra ponti, viadotti e manufatti di scavalco, distribuiti su tutto il territorio provinciale: strutture in muratura ad arco che risalgono agli anni Cinquanta, opere in calcestruzzo armato dagli anni Sessanta in poi, manufatti di dimensioni contenute lungo le strade di montagna e opere di luce maggiore sul Po e sul Secchia. Il primo affidamento a PROPONTI riguarda il censimento e l’ispezione delle 250 strutture principali; alla data del comunicato della Provincia, il 10 dicembre 2021, risultavano visionati 120 manufatti. È un patrimonio che, per età, materiale e posizione, non si governa con un unico protocollo ripetuto uguale su ogni opera: cambiano i difetti che ci si aspetta di trovare e cambia il modo in cui si arriva a vederli.
Per una ragione stagionale, dichiarata dalla Provincia stessa: sulle strade di montagna il maltempo invernale rende impraticabile l’attività di ispezione, quindi conviene coprirle prima che arrivi. Le prime settimane sono state dedicate alla SP 15, alla SP 59, alla SP 9 e alla SP 57, rinviando alla stagione successiva la fascia pedemontana e la Bassa, dove si lavora anche d’inverno. È un esempio di come l’ordine di un programma di ispezioni non dipenda solo dal rischio delle opere ma anche da vincoli operativi che, se ignorati, fermano il piano dopo poche settimane.
Sì, ed è quello che la Provincia di Reggio Emilia ha fatto affidando un primo servizio su 250 opere delle 630 di competenza. Le Linee Guida non impongono di applicare i livelli in sequenza rigida sull’intero patrimonio, e non richiedono di completare il censimento di tutte le opere prima di avviare le ispezioni: la gradualità è prevista dal metodo. Il criterio con cui si divide, però, deve essere tecnico o programmatico — priorità, stagionalità, aree omogenee — e non l’importo, perché una divisione costruita per stare sotto una soglia di affidamento è frazionamento artificioso.
Con quello che serve a vedere davvero l’elemento, che è la condizione dell’ispezione visiva: gru e piattaforme per impalcati e appoggi fuori portata, droni per le superfici alte ed estese, ispettori con addestramento all’accesso su fune per le parti che né la piattaforma né il volo raggiungono in condizioni utili, e sensoristica wireless dove serve seguire un fenomeno nel tempo invece di fotografarlo una volta. L’accessibilità è la voce che fa variare il costo di un’ispezione più di ogni altra, e per questo va dichiarata nel capitolato invece di essere scoperta in corso d’opera.
L’attività è partita sotto le Linee Guida del 2020, mentre il riferimento vigente è il DM 204/2022, con le Istruzioni Operative ANSFISA del 2025 e il Decreto 413 del novembre 2025. L’impianto però non è cambiato: censimento di Livello 0, ispezione visiva di Livello 1 con le schede di difettosità, attribuzione della Classe di Attenzione al Livello 2. Un censimento condotto correttamente resta quindi la base su cui si continua a lavorare; quello che va verificato è l’allineamento dei campi alla scheda vigente e la coerenza con i dati che l’archivio nazionale si aspetta.
Nel caso della Provincia di Reggio Emilia con le risorse assegnate dal decreto interministeriale MIT-MEF del 7 maggio 2021, che ha destinato all’ente 12,7 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’ispezione di ponti e viadotti. In generale i canali sono più d’uno e cambiano nel tempo, quindi conviene ragionare per canali e non per singolo bando aperto, che invecchia in poche settimane. Vale la pena ricordare che il censimento è il livello meno costoso dell’intero percorso ed è quello che rende difendibile l’ordine con cui si spende tutto il resto: senza sapere in che stato sono le opere, una graduatoria di interventi è un’opinione, e in sede di controllo si difende male.
Se il patrimonio è grande e le risorse sono quelle che sono, la domanda non è se si arriva in fondo ma da dove si comincia. Raccontaci le opere di tua competenza: ne parliamo con i numeri alla mano.
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