Software BMS · Umbria

Software BMS per i ponti in Umbria

PROPONTI è il software italiano per il censimento, le ispezioni e la Classe di Attenzione dei ponti degli enti dell'Umbria, conforme alle Linee Guida Ponti 2022. Una piattaforma cloud unica per gestire l'intero patrimonio infrastrutturale del territorio.

140.000 €
Sotto questa soglia l'ente affida in autonomia
92
Comuni umbri, in due province
2024
Dal 1º gennaio la procedura è solo su piattaforma certificata

Preferisci parlarne? 0425 188 55 07

Dimostrazione

Sul territorio

Al servizio dei ponti dell'Umbria

Supportiamo i Comuni, gli enti di area vasta e i gestori dell’Umbria nella gestione dei ponti: le province di Perugia e Terni. Dal censimento (Livello 0) alla classe di attenzione (Livello 2), PROPONTI semplifica gli adempimenti e mette in sicurezza il patrimonio infrastrutturale regionale.

Livello 0

Censimento

Anagrafica e dati strutturali di ogni opera della regione.

Livello 1

Ispezioni

Rilievo di degrado e criticità con report fotografici.

Livello 2

Classe di attenzione

Calcolo automatico per priorizzare gli interventi.

L'acquisto

Come un ente umbro acquista il software

Dal 1º gennaio 2024 una procedura di affidamento si svolge su una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata: lo stabilisce l’articolo 25 del Codice dei contratti (D.lgs. 36/2023), che aggiunge la parte utile a chi una piattaforma propria non ce l’ha — si usa quella messa a disposizione da una centrale di committenza, da un soggetto aggregatore o dalla Regione. Per un ente umbro, quindi, la domanda «dove si compra» ha già una risposta scritta.

Il decreto legge 66/2014 chiede a ogni Regione di individuare un soggetto aggregatore che operi come centrale di committenza per la Regione, gli enti regionali, le aziende sanitarie e gli enti locali, e in Umbria quel ruolo è della Regione. Quello che però non risulta pubblicato in modo univoco è quale piattaforma un Comune debba usare per una fornitura come questa: diversi enti umbri hanno adottato piattaforme telematiche proprie. La conseguenza pratica è che qui la verifica va fatta prima, chiedendo alla Regione o guardando come ha bandito di recente un ente simile al proprio — e l’articolo 25 lascia aperte più strade. Situazione letta il 28 settembre 2026.

Il software BMS di PROPONTI è disponibile sul MePA, il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione: sotto la soglia dell’articolo 62 è la via più corta, con ordine diretto o trattativa diretta. Non esclude le altre — la stessa fornitura può essere acquistata anche sulla piattaforma certificata che l’ente sceglie — e quale convenga dipende da come l’ente è organizzato, non dal prodotto. la guida all’acquisto sul MePA per i Comuni

Fino a 140.000 €

In autonomia

Sotto la soglia dell’articolo 62 una stazione appaltante affida forniture e servizi da sé, anche senza qualificazione: affidamento diretto o richiesta di offerta su una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata.

Oltre la soglia

Tramite chi è qualificato

Serve una stazione appaltante o una centrale qualificata, oppure il soggetto aggregatore, che in Umbria è la Regione. L’elenco dei qualificati lo tiene ANAC.

Da verificare prima

Quale piattaforma

Non risulta pubblicato un canale unico per gli enti locali: prima di impostare la procedura conviene chiedere alla Regione, o guardare come ha bandito di recente un ente simile al proprio.

Gli enti

Novantadue Comuni e due province: pochi soggetti, molta continuità

Gli enti che in Umbria possono trovarsi a gestire un’opera sono 92 Comuni e due province, Perugia e Terni. È il numero più basso d’Italia dopo la Valle d’Aosta, e cambia la natura del problema: il patrimonio non è disperso fra centinaia di soggetti, ma concentrato in pochi, e la domanda «di chi è quest’opera» si risolve più in fretta che altrove.

Il problema si sposta quindi sulla continuità nel tempo più che sulla scala. Con pochi enti e uffici tecnici stabili, quello che fa la differenza è che il censimento resti coerente per anni: stesse convenzioni di denominazione, stessa scheda, ogni modifica con autore e data. Ruoli e permessi servono comunque — chi vede, chi scrive, chi approva — ma qui l’avversario non è la confusione fra enti, è la deriva dei dati nel tempo.

Che cosa si vede

La schermata in cui la classe viene fuori

È la schermata del Livello 2: le quattro componenti e la Classe di Attenzione che ne esce. Ambiente dimostrativo, non il patrimonio di un ente.

Livello 2 — calcolo della Classe di Attenzione in PROPONTI

La fascia di avviso non è un difetto dello scatto: segnala che alcuni componenti sono cambiati dopo la consegna dell’ispezione e rimanda al report firmato. È la tracciabilità di cui sopra, vista da dentro.

I dati

Da dove si parte, e dove il dato deve tornare

Prima del rilievo serve sapere quali strade si gestiscono. Il geoportale regionale UmbriaGeo raccoglie le banche dati territoriali della Regione e le rende cercabili da catalogo e consultabili da una piattaforma GIS: serve a fissare il perimetro. Le opere non ci sono, e la differenza qui si vede bene proprio perché il patrimonio è concentrato: sapere quali strade si hanno non è sapere quante opere si hanno, e il secondo numero quasi nessun ente lo conosce prima di contarlo.

L’archivio dovuto resta l’archivio nazionale delle opere pubbliche: non esiste un obbligo regionale di pubblicare sul geoportale i dati dei ponti, e il codice identificativo dell’opera si assegna alla registrazione nell’archivio nazionale. Il geoportale serve a partire, l’AINOP a essere in regola.

Perché tutto questo regga, il dato deve poter uscire: esportazioni in formati aperti e tracciati leggibili da un altro sistema. È quello che la piattaforma garantisce a livello di impianto, e si verifica prima di firmare, non dopo.

Domande

Domande che arrivano dagli uffici tecnici umbri

È la domanda da risolvere per prima, perché in Umbria non risulta pubblicato un canale unico per gli enti locali come in altre regioni: diversi enti hanno adottato piattaforme telematiche proprie. Il quadro generale resta quello del decreto legge 66/2014, che chiede a ogni Regione di individuare un soggetto aggregatore operante anche per gli enti locali, e quello dell’articolo 25 del Codice, che ammette la piattaforma di una centrale, di un soggetto aggregatore, della Regione o una propria. In pratica conviene chiedere alla Regione, o guardare come ha bandito di recente un ente simile al proprio.

Sì, sotto i 140.000 euro dell’articolo 62. Sopra quella soglia occorre una stazione appaltante o una centrale di committenza qualificata, oppure il soggetto aggregatore regionale. L’elenco delle stazioni appaltanti qualificate è tenuto da ANAC, e in una regione con due sole province la via del proprio ente di area vasta è spesso la più diretta.

Serve per la ragione opposta a quella che vale nelle regioni grandi. Dove gli enti sono centinaia il problema è la confusione su chi gestisce che cosa; qui quel problema quasi non c’è, e il rischio è un altro: che il censimento fatto bene una volta perda coerenza negli anni, con denominazioni che cambiano, schede compilate in modi diversi e nessuna traccia di chi ha modificato cosa. Un sistema serve a tenere ferme le convenzioni e a lasciare una storia leggibile, che è quello che rende il patrimonio ancora utile fra dieci anni.

I dati sono dell’ente, e la domanda da mettere per iscritto prima di firmare è un’altra: in che formato si esportano, e quando. L’esportazione in formati aperti e con tracciati leggibili da un altro sistema deve essere una funzione ordinaria della piattaforma, non un servizio da concordare il giorno in cui il contratto finisce. È la clausola che toglie il vincolo verso qualunque fornitore, compreso chi scrive.

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