Secondo il quarto Rapporto ISPRA, la superficie italiana a rischio frane è passata da 55.400 km² censiti nel 2021 a 69.500 km² nel 2024: una crescita del 15% in tre anni, che porta l’area interessata al 23% del territorio nazionale. Oltre otto milioni di persone vivono in aree ad alta pericolosità.
Sul fronte delle opere d’arte, un censimento del 2018 ripreso a più riprese dalla stampa contava circa 1.900 ponti con criticità strutturali molto elevate su 61.000 osservati, e oltre 18.000 viadotti bisognosi di manutenzione; per il Lazio il conteggio si fermava a 23 opere ad altissimo rischio. Sono numeri di parte giornalistica, non di un catasto ufficiale: vanno letti come ordine di grandezza, non come dato certificato. Ed è esattamente il vuoto che il censimento previsto dalle Linee Guida serve a colmare.