Territorio · Dissesto idrogeologico

L'Italia frana: ponti a rischio crollo, nel Lazio sono 23

Il 23% del territorio italiano è classificato a rischio frane. È il dato del quarto Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, presentato il 30 luglio 2025. Sotto o sopra quelle aree passano strade, e sulle strade ci sono ponti.

23% del territorio
69.500 km² a rischio
+15% in tre anni

I numeri del dissesto

Secondo il quarto Rapporto ISPRA, la superficie italiana a rischio frane è passata da 55.400 km² censiti nel 2021 a 69.500 km² nel 2024: una crescita del 15% in tre anni, che porta l’area interessata al 23% del territorio nazionale. Oltre otto milioni di persone vivono in aree ad alta pericolosità.

Sul fronte delle opere d’arte, un censimento del 2018 ripreso a più riprese dalla stampa contava circa 1.900 ponti con criticità strutturali molto elevate su 61.000 osservati, e oltre 18.000 viadotti bisognosi di manutenzione; per il Lazio il conteggio si fermava a 23 opere ad altissimo rischio. Sono numeri di parte giornalistica, non di un catasto ufficiale: vanno letti come ordine di grandezza, non come dato certificato. Ed è esattamente il vuoto che il censimento previsto dalle Linee Guida serve a colmare.

Perché la frana entra nella classificazione dei ponti

Le Linee Guida Ponti 2022 non valutano solo la struttura. La Classe di Attenzione di un’opera nasce dalla combinazione di quattro componenti di rischio: strutturale e fondazionale, sismica, idraulica e da frana.

Vuol dire che un ponte in perfette condizioni può comunque richiedere attenzione alta se il versante su cui appoggia si muove, o se l’alveo che attraversa erode le fondazioni. È la lezione del crollo del ponte Hongqi in Cina, dove a cedere non è stato l’impalcato ma il pendio.

Che cosa deve fare l'ente gestore

Il percorso è definito e ha scadenze. Livello 0: censire tutte le opere di competenza con la scheda di censimento. Livello 1: ispezioni visive con le schede di valutazione dei difetti, che rilevano anche i segnali di natura geomorfologica e idraulica. Livello 2: calcolo della Classe di Attenzione e definizione delle priorità.

Per Comuni, Province e Regioni il problema pratico non è la norma: è avere il patrimonio censito e i dati aggiornati nello stesso posto, quando arriva la scadenza.

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