Software BMS · Sicilia

Software BMS per i ponti in Sicilia

PROPONTI è il software italiano per il censimento, le ispezioni e la Classe di Attenzione dei ponti degli enti della Sicilia, conforme alle Linee Guida Ponti 2022. Una piattaforma cloud unica per gestire l'intero patrimonio infrastrutturale del territorio.

140.000 €
Sotto questa soglia l'ente affida in autonomia
391
Comuni siciliani, distribuiti in nove enti di area vasta
2024
Dal 1º gennaio la procedura è solo su piattaforma certificata

Preferisci parlarne? 0425 188 55 07

Dimostrazione

Sul territorio

Al servizio dei ponti della Sicilia

Supportiamo i Comuni, gli enti di area vasta e i gestori della Sicilia nella gestione dei ponti: le Città metropolitane di Catania, Messina e Palermo, e i liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. Dal censimento (Livello 0) alla classe di attenzione (Livello 2), PROPONTI semplifica gli adempimenti e mette in sicurezza il patrimonio infrastrutturale regionale.

Livello 0

Censimento

Anagrafica e dati strutturali di ogni opera della regione.

Livello 1

Ispezioni

Rilievo di degrado e criticità con report fotografici.

Livello 2

Classe di attenzione

Calcolo automatico per priorizzare gli interventi.

L'acquisto

Come un ente siciliano acquista il software

Dal 1º gennaio 2024 una procedura di affidamento si svolge su una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata: lo stabilisce l’articolo 25 del Codice dei contratti (D.lgs. 36/2023), che aggiunge la parte utile a chi una piattaforma propria non ce l’ha — si usa quella messa a disposizione da una centrale di committenza, da un soggetto aggregatore o dalla Regione. Per un ente siciliano, quindi, la domanda «dove si compra» ha già una risposta scritta.

In Sicilia la centrale regionale non è una, sono due, e rivolgersi a quella sbagliata costa tempo. L’articolo 9 della legge regionale 12/2011 la articola in due aree: lavori e servizi di architettura e ingegneria all’Assessorato delle infrastrutture e della mobilità, attraverso il Dipartimento regionale tecnico e l’Ufficio regionale di committenza; acquisizione di beni e servizi all’Assessorato dell’economia. Un software gestionale sta nella seconda, e il suo portale gare è il Portale Appalti. La centrale regionale è anche fra i soggetti aggregatori, iscritta nell’elenco tenuto da ANAC dal 2016. Su quale piattaforma certificata si svolga la singola procedura va però verificato prima di bandire: l’articolo 25 ammette quella di una centrale, di un soggetto aggregatore, della Regione o una propria. Situazione letta il 28 settembre 2026.

Il software BMS di PROPONTI è disponibile sul MePA, il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione: sotto la soglia dell’articolo 62 è la via più corta, con ordine diretto o trattativa diretta. Non esclude le altre — la stessa fornitura può essere acquistata anche sul Portale Appalti — e quale convenga dipende da come l’ente è organizzato, non dal prodotto. che cosa guardare in un acquisto BMS su MePA

Fino a 140.000 €

In autonomia

Sotto la soglia dell’articolo 62 una stazione appaltante affida forniture e servizi da sé, anche senza qualificazione: affidamento diretto o richiesta di offerta su una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata.

Oltre la soglia

Tramite chi è qualificato

Serve una stazione appaltante o una centrale di committenza qualificata, oppure un soggetto aggregatore. In Sicilia il soggetto aggregatore è la centrale regionale, iscritta nell’elenco che ANAC tiene insieme a quello delle stazioni appaltanti qualificate.

Due centrali, una sola giusta

Beni e servizi, non lavori

Un software è una fornitura di servizi: la centrale competente è quella dell’Assessorato dell’economia, non il Dipartimento tecnico che segue lavori e progettazione.

Gli enti

Nove enti di area vasta, e nessuno si chiama provincia

Gli enti che in Sicilia possono trovarsi a gestire un’opera sono 391 Comuni, tre Città metropolitane — Catania, Messina e Palermo — e sei liberi consorzi comunali: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. Non è una questione di targhetta: le province regionali sono state sostituite dalla legge regionale 8/2014 e dalla 15/2015, e un atto o un archivio che intesta un’opera alla «Provincia di Ragusa» la sta assegnando a un ente che non esiste più.

C’è poi una cosa che qui il sistema deve reggere e altrove no. Il territorio di un libero consorzio corrisponde a quello della ex provincia, ma un Comune confinante con un altro libero consorzio può attivare la procedura per aderirvi: il perimetro dell’ente di area vasta non è congelato. Un patrimonio censito per ente deve quindi poter cambiare intestazione senza essere ricensito, e la storia di chi ha scritto che cosa deve seguirlo. È lo stesso motivo per cui contano ruoli e permessi — chi vede, chi scrive, chi approva — e per cui ogni modifica porta con sé autore e data.

Che cosa si vede

La schermata in cui la classe viene fuori

È la schermata del Livello 2: le quattro componenti e la Classe di Attenzione che ne esce. Ambiente dimostrativo, non il patrimonio di un ente.

Livello 2 — calcolo della Classe di Attenzione in PROPONTI

La fascia di avviso non è un difetto dello scatto: segnala che alcuni componenti sono cambiati dopo la consegna dell’ispezione e rimanda al report firmato. È la tracciabilità di cui sopra, vista da dentro.

I dati

Da dove si parte, e dove il dato deve tornare

Il Geoportale S.I.T.R. della Regione Siciliana è l’infrastruttura regionale dei dati territoriali, costruita secondo la direttiva europea INSPIRE: cataloga gli strati disponibili e i servizi per cercarli e consultarli, e serve a stabilire il perimetro prima del rilievo. Quello che non contiene sono le opere: un catalogo di dati territoriali descrive il territorio, non lo stato di un impalcato. Il censimento resta un lavoro di campo.

L’archivio dovuto resta l’archivio nazionale delle opere pubbliche: non esiste un obbligo regionale di pubblicare sul geoportale i dati dei ponti, e il codice identificativo dell’opera si assegna alla registrazione nell’archivio nazionale. Il geoportale serve a partire, l’AINOP a essere in regola.

Perché tutto questo regga, il dato deve poter uscire: esportazioni in formati aperti e tracciati leggibili da un altro sistema. È quello che la piattaforma garantisce a livello di impianto, e si verifica prima di firmare, non dopo.

Domande

Domande che arrivano dagli uffici tecnici siciliani

A quella dei beni e servizi, presso l’Assessorato dell’economia. L’articolo 9 della legge regionale 12/2011 articola la centrale unica di committenza regionale in due aree: una segue lavori e servizi di architettura e ingegneria, attraverso il Dipartimento regionale tecnico e l’Ufficio regionale di committenza, l’altra l’acquisizione di beni e servizi. Un gestionale ricade nella seconda, e il portale gare di riferimento è il Portale Appalti. Su quale piattaforma certificata si svolga poi la singola procedura va verificato prima di bandire, perché l’articolo 25 del Codice ammette più strade.

Sì, restando sotto i 140.000 euro previsti dall’articolo 62: la qualificazione serve sopra quella soglia. Oltre, si passa da una stazione appaltante o da una centrale di committenza qualificata, oppure da un soggetto aggregatore — e in Sicilia il soggetto aggregatore è la centrale regionale, iscritta nell’elenco dal 2016. Resta praticabile anche la strada del proprio ente di area vasta, che qui è un libero consorzio comunale o una Città metropolitana. L’elenco dei qualificati è tenuto da ANAC.

No, e conviene sapere che cosa fa davvero, perché il tempo che fa risparmiare è di un altro tipo. Il S.I.T.R. è un catalogo di metadati conforme a INSPIRE: si cerca lo strato, si apre la scheda del dato e si scopre chi lo produce, con che frequenza lo aggiorna e con quale sistema di riferimento. Serve a scegliere la base cartografica su cui appoggiare il censimento e a non scaricare due volte lo stesso strato. Le opere, e lo stato in cui sono, si rilevano sul campo e finiscono nell’AINOP.

I dati sono dell’ente, e la domanda da mettere per iscritto prima di firmare è un’altra: in che formato si esportano, e quando. L’esportazione in formati aperti e con tracciati leggibili da un altro sistema deve essere una funzione ordinaria della piattaforma, non un servizio da concordare il giorno in cui il contratto finisce. È la clausola che toglie il vincolo verso qualunque fornitore, compreso chi scrive.

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