Software BMS · Emilia-Romagna

Software BMS per i ponti in Emilia-Romagna

PROPONTI è il software italiano per il censimento, le ispezioni e la Classe di Attenzione dei ponti degli enti dell'Emilia-Romagna, conforme alle Linee Guida Ponti 2022. Una piattaforma cloud unica per gestire l'intero patrimonio infrastrutturale del territorio.

140.000 €
Sotto questa soglia l'ente affida in autonomia
330
Comuni emiliano-romagnoli, in nove enti di area vasta
2024
Dal 1º gennaio la procedura è solo su piattaforma certificata

Preferisci parlarne? 0425 188 55 07

Dimostrazione

Sul territorio

Al servizio dei ponti dell'Emilia-Romagna

Supportiamo i Comuni, gli enti di area vasta e i gestori dell’Emilia-Romagna nella gestione dei ponti: la Città metropolitana di Bologna e le province di Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell’Emilia e Rimini. Dal censimento (Livello 0) alla classe di attenzione (Livello 2), PROPONTI semplifica gli adempimenti e mette in sicurezza il patrimonio infrastrutturale regionale.

Livello 0

Censimento

Anagrafica e dati strutturali di ogni opera della regione.

Livello 1

Ispezioni

Rilievo di degrado e criticità con report fotografici.

Livello 2

Classe di attenzione

Calcolo automatico per priorizzare gli interventi.

L'acquisto

Come un ente emiliano-romagnolo acquista il software

Dal 1º gennaio 2024 una procedura di affidamento si svolge su una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata: lo stabilisce l’articolo 25 del Codice dei contratti (D.lgs. 36/2023), che aggiunge la parte utile a chi una piattaforma propria non ce l’ha — si usa quella messa a disposizione da una centrale di committenza, da un soggetto aggregatore o dalla Regione. Per un ente emiliano-romagnolo, quindi, la domanda «dove si compra» ha già una risposta scritta.

In Emilia-Romagna la centrale è Intercent-ER, l’agenzia regionale, e la piattaforma è SATER, il sistema per gli acquisti telematici della Regione. La cosa che conta per un Comune è che SATER non ospita solo le gare dell’agenzia: ci stanno anche le procedure di stazioni appaltanti diverse, enti locali compresi. Per gli enti locali l’adesione agli strumenti dell’agenzia non è un obbligo, ed è il motivo per cui la domanda «dove bandiamo» qui ha più di una risposta legittima: si può usare uno strumento già attivato dall’agenzia, oppure condurre la propria procedura sulla stessa piattaforma. Situazione letta il 28 settembre 2026.

Il software BMS di PROPONTI è disponibile sul MePA, il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione: sotto la soglia dell’articolo 62 è la via più corta, con ordine diretto o trattativa diretta. Non esclude le altre — la stessa fornitura può essere acquistata anche su SATER — e quale convenga dipende da come l’ente è organizzato, non dal prodotto. Come si acquista un software BMS sul MePA

Fino a 140.000 €

In autonomia

Sotto la soglia dell’articolo 62 una stazione appaltante affida forniture e servizi da sé, anche senza qualificazione: affidamento diretto o richiesta di offerta su SATER.

Oltre la soglia

Tramite chi è qualificato

Serve una stazione appaltante o una centrale di committenza qualificata, oppure un soggetto aggregatore. In Emilia-Romagna il soggetto aggregatore è Intercent-ER, e l’elenco dei qualificati lo tiene ANAC.

La piattaforma è la stessa

Ma la stazione appaltante no

Su SATER si trovano anche le procedure condotte dagli enti locali: la piattaforma è dell’agenzia, la stazione appaltante resta l’ente. È una distinzione che conta quando si decide chi firma che cosa.

Gli enti

Nove enti di area vasta per trecentotrenta Comuni

Gli enti che in Emilia-Romagna possono trovarsi a gestire un’opera sono 330 Comuni, la Città metropolitana di Bologna e otto province. Il rapporto fra i due livelli è stretto rispetto ad altre regioni — poco più di trenta Comuni per ente di area vasta — e si vede nella pratica: sulla stessa asta fluviale un attraversamento è provinciale e quello a monte è comunale, e la domanda «di chi è» si pone spesso.

Nel software questo diventa ruoli e permessi: chi vede, chi scrive, chi approva. E c’è un caso che qui ricorre più che altrove, perché la piattaforma regionale è aperta anche alle procedure degli enti: chi conduce la gara non è sempre chi gestisce l’opera. Il dato deve restare in capo all’ente titolare, non alla stazione appaltante che ha bandito, e ogni modifica deve portare con sé autore e data — perché a distanza di anni quello che serve non è ricordare, è poter mostrare.

Che cosa si vede

La schermata in cui la classe viene fuori

È la schermata del Livello 2: le quattro componenti e la Classe di Attenzione che ne esce. Ambiente dimostrativo, non il patrimonio di un ente.

Livello 2 — calcolo della Classe di Attenzione in PROPONTI

La fascia di avviso non è un difetto dello scatto: segnala che alcuni componenti sono cambiati dopo la consegna dell’ispezione e rimanda al report firmato. È la tracciabilità di cui sopra, vista da dentro.

I dati

Da dove si parte, e dove il dato deve tornare

Prima del rilievo serve sapere quali strade si gestiscono. Il Geoportale dell’Emilia-Romagna mette insieme il catalogo dei dati territoriali della Regione, i servizi cartografici e lo scarico: si cerca lo strato, si guarda la scheda del dato e si vede chi lo produce e con che aggiornamento. Descrive il territorio, non il patrimonio: un’opera compare come segno sulla carta, non come oggetto con una storia di ispezioni.

L’archivio dovuto resta l’archivio nazionale delle opere pubbliche: non esiste un obbligo regionale di pubblicare sul geoportale i dati dei ponti, e il codice identificativo dell’opera si assegna alla registrazione nell’archivio nazionale. Il geoportale serve a partire, l’AINOP a essere in regola.

Perché tutto questo regga, il dato deve poter uscire: esportazioni in formati aperti e tracciati leggibili da un altro sistema. È quello che la piattaforma garantisce a livello di impianto, e si verifica prima di firmare, non dopo.

Domande

Domande che arrivano dagli uffici tecnici emiliano-romagnoli

Sì, ed è una delle caratteristiche della piattaforma: SATER ospita le gare, gli avvisi e le consultazioni preliminari di stazioni appaltanti diverse dall’agenzia, enti locali compresi. Per gli enti locali l’adesione agli strumenti di Intercent-ER non è obbligatoria, quindi la scelta è fra utilizzare uno strumento già attivato dall’agenzia e condurre la propria procedura. La piattaforma resta la stessa; a cambiare è chi è la stazione appaltante, e quindi chi firma.

Sì, sotto i 140.000 euro previsti dall’articolo 62: la qualificazione serve sopra quella soglia. Oltre, si passa da una stazione appaltante o da una centrale di committenza qualificata, oppure da un soggetto aggregatore, che in Emilia-Romagna è Intercent-ER. L’elenco delle stazioni appaltanti qualificate è tenuto da ANAC, e una strada praticabile resta anche quella del proprio ente di area vasta.

No, e la ragione è nella natura del dato. Il Geoportale dell’Emilia-Romagna è un catalogo di informazione territoriale: gli strati descrivono il territorio — la rete, l’idrografia, la cartografia tecnica — e ogni strato ha una scheda che dice chi lo produce e quando è stato aggiornato. Un’opera vi compare al più come segno sulla carta, non come oggetto con una scheda, una storia di ispezioni e una Classe di Attenzione. Quell’oggetto lo crea il censimento di Livello 0, sul campo, e da lì va nell’AINOP.

I dati sono dell’ente, e la domanda da mettere per iscritto prima di firmare è un’altra: in che formato si esportano, e quando. L’esportazione in formati aperti e con tracciati leggibili da un altro sistema deve essere una funzione ordinaria della piattaforma, non un servizio da concordare il giorno in cui il contratto finisce. È la clausola che toglie il vincolo verso qualunque fornitore, compreso chi scrive.

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