Pericolosità da frana
lo 0,7% del territorio regionale ricade in aree a pericolosità elevata o molto elevata (P3 e P4), dove risiede lo 0,1% della popolazione.
Censimento di Livello 0, ispezioni di Livello 1 e Classe di Attenzione sulle opere d'arte stradali del Veneto, secondo le Linee Guida Ponti 2022. Poca pericolosità da frana e molta esposizione idraulica: qui la classificazione si gioca quasi tutta sull'acqua.
Preferisci parlarne? 0425 188 55 07
Richiesta tecnica
I primi tre riguardano ogni gestore; gli altri si attivano su quello che i primi tre segnalano.
Anagrafe georeferenziata sulla scheda dell'Allegato A.
Rilievo con le schede di difettosità: peso G, estensione k1, intensità k2, casella PS.
La classe, a tavolino sui dati dei livelli precedenti: quattro componenti, cinque classi.
Sulle opere in classe Alta, per decidere se serve l'accurata.
Verifica secondo il capitolo 8.3 delle NTC: adeguato, operativo o transitabile.
Il ruolo dell'opera nella rete.
Due delle quattro componenti della classe dipendono dal territorio. Il Veneto è il caso più netto di squilibrio fra le due componenti territoriali: la pericolosità da frana interessa una porzione minima del territorio, concentrata nell'area dolomitica e prealpina, mentre lo scenario alluvionale medio riguarda una quota molto più ampia di territorio e di popolazione. La pianura è percorsa da un reticolo idrografico e di bonifica fittissimo, in gran parte artificiale e in parte pensile rispetto al piano di campagna. Per le opere d'arte stradali la componente idraulica è quindi quasi sempre la determinante.
lo 0,7% del territorio regionale ricade in aree a pericolosità elevata o molto elevata (P3 e P4), dove risiede lo 0,1% della popolazione.
Nello scenario alluvionale medio (P2) rientra 13,3% del territorio, con 11,7% della popolazione esposta.
La fascia pedemontana e l'area veronese presentano i valori più elevati, la pianura orientale i più contenuti. La zona del singolo comune si verifica sull'elenco della Protezione Civile.
Dati di pericolosità: ISPRA, piattaforma IdroGEO — indicatori di rischio per regione (idrogeo.isprambiente.it). Letti il 1º settembre 2026. Classificazione sismica: Dipartimento della Protezione Civile, classificazione sismica dei comuni (rischi.protezionecivile.gov.it).
Il reticolo idrografico e di bonifica moltiplica il numero di attraversamenti: sono moltissimi, di luce spesso contenuta, e costituiscono la parte di patrimonio che più frequentemente manca dagli inventari, perché considerata manutenzione idraulica anziché opera d'arte stradale. Nell'area lagunare e nel delta si aggiunge l'ambiente salino, con il degrado del copriferro che ne consegue. In area pedemontana e dolomitica il quadro cambia: opere di valle, viadotti e vincoli stagionali.
Il rendimento di una campagna dipende quasi interamente dalla qualità del censimento: dove il reticolo è fitto, l'elenco delle opere è la variabile che determina tempi e costo, e partire da un inventario incompleto significa riaprire il lavoro a metà strada. Sul campo il tema ricorrente è l'accesso al corso d'acqua e il coordinamento con i soggetti che gestiscono il reticolo, che sono diversi dal gestore della strada. In laguna il rilievo deve tenere conto dell'aggressività dell'ambiente.
L'obbligo segue il gestore, non il territorio.
98 comuni · provincia
113 comuni · provincia
60 comuni · provincia
94 comuni · provincia
44 comuni · città metropolitana
101 comuni · provincia
50 comuni · provincia
I termini valgono per fascia di ente, non per regione.
Al 6 agosto 2026 resta aperto il termine per i Comuni fino a 15.000 residenti, fissato al 31 dicembre 2026. Gli altri sono trascorsi, e un termine passato non estingue l'obbligo.
in Veneto PROPONTI copre l'intera filiera.
Le schede compilate in campo alimentano il catasto, lo storico e il calcolo della classe, con l'esportazione verso l'AINOP.
Ispettori di Terzo Livello qualificati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024: la firma resta agli atti dell'ente.
Censimento, ispezioni e valutazione da un solo affidatario: nessuna zona grigia fra chi rileva e chi verifica.
Dipende dalla strada su cui l'opera si trova. Le opere sulla viabilità comunale sono del Comune; quelle sulla rete di area vasta fanno capo alle città metropolitane e province, che in Veneto sono 7; le statali ad ANAS. In veneto ci sono inoltre 560 Comuni, e ciascuno è gestore delle proprie opere.
Su due delle quattro componenti. Secondo ISPRA, dati letti il 1º settembre 2026, in Veneto lo 0,7% del territorio ricade in aree a pericolosità da frana elevata o molto elevata e l'11,7% della popolazione sta nello scenario alluvionale medio. La classe resta attribuita sulla singola opera, ma su questo territorio le componenti idraulica e da frana raramente sono quelle trascurabili.
Dipende da che cosa porta. Se il manufatto sostiene una strada ed è un'opera d'arte stradale con luce complessiva superiore a sei metri, gli adempimenti delle Linee Guida fanno capo al gestore della strada, anche se il corso d'acqua è gestito da un altro soggetto. È una distinzione che in pianura veneta ricorre spesso, e conviene chiarirla prima del censimento: sono proprio i manufatti a cavallo fra due competenze quelli che restano fuori da entrambi gli inventari.
Perché il numero di attraversamenti è alto e in gran parte non inventariato. Dove il reticolo è fitto, il Livello 0 fa emergere una quantità di opere superiore alle attese, e quel numero determina tutto il resto: durata della campagna, costo per opera, ordine delle priorità. Impostare le ispezioni su un elenco parziale significa doverle riprogrammare appena il censimento si completa, che è il modo più caro di fare le due cose.
Dalla funzione e dalla dimensione: se il manufatto sostiene una strada e ha luce complessiva superiore a sei metri, è un'opera d'arte stradale ai fini delle Linee Guida, quale che sia la sua denominazione negli archivi. In pianura veneta la distinzione ricorre continuamente, perché lo stesso manufatto può comparire negli elenchi del gestore idraulico e in nessun elenco stradale. Il censimento serve anche a stabilire questo confine, e a scriverlo.
Dal censimento, su tutto il patrimonio: non si può dare priorità a ciò che non si è contato. Le ispezioni si avviano poi a fasi — il paragrafo 1.5 delle Linee Guida dice che i livelli non vanno applicati in sequenza rigida.
La posizione dell'ente si giudica su che cosa ha fatto dopo: due enti fuori termine, uno avviato e uno fermo, non stanno nello stesso posto.
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