Nelle Linee Guida per i ponti esistenti adottate con il DM 204/2022 le selle Gerber compaiono per nome, ed è raro: sono il primo esempio dell’elenco degli «elementi critici», le parti di un ponte il cui cedimento può portarsi dietro l’intera struttura.
Per l’ente gestore ha tre conseguenze: cambia come si legge la scheda di ispezione, cambia la Classe di Attenzione, e quando la sella non si riesce a vedere serve un’ispezione speciale. Qui le tre cose, con i passaggi della norma citati per esteso.
Una sella Gerber è un appoggio ricavato dentro lo spessore dell’impalcato: l’estremità di un tratto si assottiglia a formare un dente, che poggia su un dente rovesciato ricavato nel tratto vicino. In inglese si chiama half-joint o dapped-end. È la soluzione con cui si costruiscono le travate Gerber, che prendono il nome dall’ingegnere tedesco Heinrich Gerber: un impalcato fatto di tratti a sbalzo e di travi «tampone» appoggiate fra uno sbalzo e l’altro, che rende isostatico un ponte a più campate.
Le Istruzioni Operative di ANSFISA chiamano ponti a travate Gerber «tutte quelle strutture caratterizzate da porzioni di impalcato direttamente poggianti per mezzo di selle Gerber su porzioni a sbalzo di impalcato (es. ponti del tipo Gerber-Niagara), oppure su pulvini». E tengono distinto il ponte a travate continue con singole selle nelle campate, che si classifica come travata continua. La distinzione non è accademica: decide in quale riga della tabella della vulnerabilità finisce l’opera.
Nella sella le forze che scendono dall’impalcato passano attraverso una sezione ridotta, in una zona piccola, piena di armature e difficile da raggiungere. Quattro ragioni, che si sommano:
Le Linee Guida mettono le travate Gerber fra le strutture con «suscettibilità a crisi fragili, quali crisi di taglio». Una rottura fragile arriva senza i grandi spostamenti che, in altre parti della struttura, la annunciano per tempo.
Sopra la sella c'è di norma un giunto. Se il giunto perde, l'acqua della piattaforma scende proprio sul dente d'appoggio e ci ristagna: è la via più diretta al degrado del calcestruzzo e delle armature.
Carbonatazione del calcestruzzo e corrosione delle armature sono i difetti tipici del cemento armato. Nella sella si concentrano in pochi decimetri, dove l'armatura è fitta e il copriferro difficile da garantire.
La sella sta fra due tratti di impalcato, spesso a metà campata o sopra una pila. Le Linee Guida la elencano fra i «particolari costruttivi difficilmente ispezionabili e manutenibili»: vederla da vicino richiede il mezzo giusto.
Come si riconoscono questi difetti a vista, e come si registrano nella scheda, è spiegato nell’articolo su il degrado del calcestruzzo nei ponti. Per un approfondimento tecnico sul comportamento e sulla storia delle selle: l’analisi agli stati limite pubblicata su Strade & Autostrade e la ricostruzione di Ingenio.
L’elenco. Il § 3.3 dell’Allegato A al DM 204/2022 elenca gli elementi critici: «A titolo di esempio, sono considerati elementi critici o condizioni critiche ai fini della determinazione della classe di attenzione strutturale e fondazionale (§ 4.2) le selle Gerber, i cavi da precompressione, quadri fessurativi molto estesi ed intensi, meccanismi di incipiente perdita di appoggio o cinematismi in atto, giunzioni di elementi chiave per la staticità del ponte, scalzamento delle fondazioni».
Il peso del difetto. La Tabella 4.5 assegna il livello di difettosità ALTO a «difetti di gravità alta o medio-alta (G=5 o G=4) e di qualsiasi intensità su elementi critici (selle Gerber, appoggi, cavi di precompressione, fondazioni scalzate)». Di qualsiasi intensità: su una sella non serve che il difetto sia esteso per pesare al massimo.
Lo schema statico. Il livello di difettosità non è la Classe di Attenzione: è uno dei parametri della vulnerabilità, che le Linee Guida combinano con pericolosità ed esposizione. Ma lo schema Gerber parte già più in alto. Nella Tabella 4.6 le «travate Gerber / ponti a stampella con travi tampone» in calcestruzzo armato sono MEDIO-ALTA fino a 5 metri di luce e ALTA oltre, mentre le travate appoggiate dello stesso materiale arrivano ad ALTA solo oltre i 25 metri. In calcestruzzo armato precompresso la riga Gerber resta MEDIO-ALTA fino a 25 metri. E la classe sale di un livello quando le campate sono più di tre.
La manutenzione. Il § 7.4.3.3 chiede di curare in modo specifico lo smaltimento delle acque di piattaforma «in corrispondenza dei giunti di testata, di quelli posti al di sopra di selle Gerber o di altri particolari costruttivi difficilmente ispezionabili e manutenibili», perché il loro disordine «è responsabile di gran parte del degrado».
Il § 3.3 è esplicito anche su questo: «si sottolinea l’importanza di ispezionare visivamente gli elementi critici, laddove possibile, o altrimenti di segnalare l’impossibilità della loro ispezione diretta». E più avanti: «Ove l’ispezione possa non essere completa e non siano stati ispezionati elementi critici (selle Gerber, appoggi, cavi di precompressione, fondazioni scalzate, ecc.), questo va segnalato all’atto di classificazione dell’opera. Il gestore dovrà riclassificare l’opera a seguito di un’ispezione speciale tesa alla valutazione dello stato di conservazione di tali elementi».
Le conseguenze pratiche sono due. La prima: una sella non vista non si dà per buona. Nella scheda il difetto che non si riesce a osservare si registra come NR, «non rilevabile», e non come NP, che vuol dire «non presente»: la differenza è spiegata nella pagina sulla scheda di difettosità di Livello 1, ed è quella che a distanza di anni dice se un’opera è sana o solo non guardata.
La seconda: l’ispezione speciale che serve qui non è quella del § 3.6, prevista per i ponti in precompresso a cavi post-tesi e per le aree esposte a frane, erosioni e alluvioni. Le Istruzioni Operative lo dicono espressamente: le ispezioni «speciali» per lo stato degli elementi critici «non sono da confondersi» con quelle del § 3.6. È un’uscita da programmare per quella sella, con il mezzo che permette di arrivarci.
Il primo passo è l'inventario: quali opere del patrimonio sono travate Gerber o hanno selle nelle campate. Lo schema strutturale si registra già nella scheda di censimento di Livello 0, quindi spesso il dato c'è e va solo estratto.
Tenere efficienti i giunti e lo smaltimento delle acque sopra la sella è la difesa più economica, ed è quella che le Linee Guida chiedono in modo specifico.
Se la sella non si vede da terra, il mezzo va scelto prima dell'uscita — piattaforma, by-bridge, accesso in fune — invece di scoprirlo in campo e tornare a casa con una scheda di NR.
Una sella si giudica nel tempo: il confronto fra due ispezioni dice se un difetto avanza. È il lavoro di un sistema di gestione dei ponti, che lega ogni scheda all'elemento e alla sua storia.
Testi letti al 6 ottobre 2026: Allegato A al DM 204/2022 e Istruzioni Operative ANSFISA nella versione del settembre 2022.
Se non sai quante sono, o se le ultime ispezioni le hanno lasciate in NR, scrivici: ti diciamo da quali opere conviene cominciare e con che mezzo.
È un appoggio ricavato nello spessore dell’impalcato: l’estremità di un tratto si assottiglia a formare un dente, che poggia su un dente rovesciato ricavato nel tratto vicino. È l’elemento con cui si costruiscono le travate Gerber, fatte di tratti a sbalzo e di travi tampone appoggiate fra uno sbalzo e l’altro. In inglese si chiama half-joint o dapped-end.
Perché la loro crisi può trascinare quella dell’intera struttura o di una sua parte. Il § 3.3 dell’Allegato A al DM 204/2022 le mette al primo posto fra gli esempi di elementi critici, insieme ai cavi da precompressione, e le stesse Linee Guida ricordano la suscettibilità delle travate Gerber a crisi fragili per taglio. A questo si aggiungono l’acqua che scende dai giunti posti sopra la sella e la difficoltà di vederla da vicino.
Non da solo. Un difetto di gravità G=4 o G=5, di qualsiasi intensità, su un elemento critico porta il livello di difettosità ad ALTO (Tabella 4.5). Il livello di difettosità è uno dei parametri della vulnerabilità, che le Linee Guida combinano con pericolosità ed esposizione per arrivare alla Classe di Attenzione strutturale e fondazionale. È però il parametro che un’ispezione sposta più di tutti, e lo schema Gerber parte già da una classe di vulnerabilità più alta delle travate appoggiate (Tabella 4.6).
Lo si dichiara. Le Linee Guida chiedono di segnalare all’atto della classificazione che gli elementi critici non sono stati ispezionati, e il gestore deve poi riclassificare l’opera dopo un’ispezione speciale dedicata a quegli elementi. Nella scheda il difetto che non si può osservare si registra come NR, non rilevabile, e mai come NP, che significa non presente.
Le Istruzioni Operative di ANSFISA chiamano elemento critico «un elemento che presenta particolari caratteristiche di potenziale fragilità e la cui crisi può comportare la crisi dell’intera struttura o di una sua porzione», come le selle Gerber. La condizione critica è invece una situazione di possibile collasso generata da difetti gravi, estesi e intensi su un insieme significativo di elementi: non riguarda un pezzo, riguarda lo stato dell’opera.
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